Supremazia militare Marocco e crisi Polisario 2026
Il contesto militare: superiorità tecnologica marocchina
Il conflitto tra il Marocco e il Fronte Polisario nel Sahara Occidentale si conferma sempre più sbilanciato a favore di Rabat, grazie a una netta superiorità militare e tecnologica. La recente morte di Lahbib Mohamed Abdelaziz, figura di spicco dell'esercito saharawi e figlio di un ex presidente del Polisario, colpito da un drone marocchino, mette in luce l'efficacia delle operazioni militari marocchine. Questi attacchi di precisione, eseguiti con droni di ultima generazione, hanno causato numerose vittime tra le fila indipendentiste, che dispongono di mezzi obsoleti come vecchi Land Rover modificati, incapaci di competere con l'armamento avanzato delle Forze Armate Reali marocchine.
Secondo quanto riportato da fonti vicine alla situazione, questa disparità tecnologica e strategica ha un impatto decisivo sul terreno, dove il Polisario si trova sempre più in difficoltà a mantenere il controllo e la capacità operativa. Il muro di sabbia fortificato costruito dal Marocco negli anni '80, che divide la regione in due, rappresenta inoltre un ostacolo fisico insormontabile per i separatisti, confinati in una porzione limitata del territorio saharawi.
La crisi diplomatica e l’isolamento internazionale del Polisario
Nonostante le pesanti perdite e la situazione militare sfavorevole, il Polisario mantiene una posizione ambivalente sul piano diplomatico, continuando a dichiarare la volontà di dialogare con Rabat. Abdoullah Arabi, rappresentante del movimento in Spagna, ha sottolineato come il Polisario sia «abituato a dialogare in tutti i contesti possibili», senza chiudere la porta a future trattative bilaterali.
Tuttavia, questo atteggiamento riflette anche un crescente isolamento internazionale. Il Marocco ha infatti consolidato il sostegno di potenze occidentali chiave come gli Stati Uniti e la Francia, mentre l'Europa, e in particolare la Spagna, ha modificato la propria posizione riconoscendo il piano di autonomia marocchino come la base più seria per la risoluzione del conflitto. Questo cambio di rotta, avvenuto nel 2022 con il presidente Pedro Sánchez, è stato duramente criticato dal Polisario, che denuncia un silenzio assordante e un doppio standard nei confronti delle vittime saharawi.
Inoltre, la presenza di circa 175.000 persone nei campi profughi di Tindouf, in Algeria, testimonia la lunga durata e la complessità della crisi umanitaria legata al conflitto. Nonostante la determinazione popolare rimanga alta, come evidenziato da attivisti come Aminatou Haidar, la realtà sul campo e la pressione internazionale sembrano limitare fortemente le possibilità di successo del movimento indipendentista.
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