Procedura penale Marocco critiche Ramid 2026
Critiche di Mustafa Ramid alla legge sulla procedura penale
Mustafa Ramid, ex ministro della Giustizia e delle Libertà del Marocco, ha espresso forti critiche nei confronti della legge sulla procedura penale durante un convegno nazionale organizzato dall'Associazione dei giovani avvocati di Tangeri. Ramid ha paragonato la situazione attuale della legge a un treno ad alta velocità che, arrivato a Kenitra, si trova a dover viaggiare su binari meno adeguati, sottolineando come le riforme attuate non abbiano raggiunto gli obiettivi sperati.
Secondo Ramid, le garanzie di un processo equo non possono essere assicurate da una legge sola, per quanto importante, ma dipendono dall'indipendenza istituzionale e personale del giudice, influenzata dal clima politico generale. Ha inoltre criticato la mancata sottoposizione della legge sulla procedura penale alla Corte costituzionale, a differenza della procedura civile, e ha evidenziato la necessità di tutelare i diritti degli arrestati attraverso la registrazione audiovisiva delle procedure, per proteggere sia i cittadini sia le forze dell'ordine.
La posizione di Abdelrazak Al-Jabari sul ruolo della magistratura
Abdelrazak Al-Jabari, ex presidente del Club dei giudici del Marocco, ha preso la parola per discutere il ruolo fondamentale della Procura nella garanzia di un processo equo, sottolineando che essa rappresenta una parte essenziale del potere giudiziario. Ha concordato con Ramid sull'importanza di chi applica la legge, evidenziando però che non basta solo una buona applicazione delle norme per assicurare la giustizia.
Al-Jabari ha difeso il diritto del giudice di condannare gli imputati in casi specifici, basandosi sulla propria discrezionalità, esprimendo disaccordo con Ramid che proponeva una maggiore indulgenza in caso di accordi tra le parti. In particolare, ha citato il caso di un minore gravemente ferito da un adulto, affermando che non può esserci tolleranza se si sospetta che la rinuncia sia frutto di un accordo illecito, ribadendo che il suo compito è garantire la giustizia, indipendentemente dal sovraffollamento carcerario.
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