Sahara Occidentale piano marocchino USA 2026
Washington intensifica la mediazione nel conflitto del Sahara Occidentale
Gli Stati Uniti stanno giocando un ruolo sempre più determinante nel tentativo di risolvere il conflitto del Sahara Occidentale, una questione che da decenni coinvolge il Marocco, l’Algeria e il Fronte Polisario. Secondo quanto riportato da Bladi.net, l’amministrazione americana ha recentemente imposto all’Algeria di accettare il piano marocchino di autonomia come base per una soluzione definitiva.
Il segretario di Stato aggiunto americano, Christopher Landau, ha effettuato una visita strategica tra Algeri e Rabat dal 27 aprile al 1° maggio, incontrando rappresentanti di alto livello, tra cui il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune. Durante questa missione, Landau ha sottolineato l'importanza dello sviluppo economico e della sovranità marocchina come elementi chiave per convincere l’Algeria e il Fronte Polisario a negoziare un accordo di pace duraturo.
Un cambio di paradigma nella diplomazia internazionale
La strategia americana si basa su un approccio pragmatico che punta a sfruttare la crescita economica nelle regioni sotto controllo marocchino, come Dakhla, per esercitare pressione sul Fronte Polisario. Landau ha definito «ridicolo» il mantenimento dei rifugiati nei campi di Tindouf per oltre cinquant’anni, evidenziando come il progresso infrastrutturale rappresenti un fattore decisivo per spingere verso un compromesso.
Inoltre, la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU di ottobre 2025 ha raccomandato di prendere come riferimento la proposta marocchina di autonomia, segnando un significativo cambiamento nelle posizioni internazionali. Anche l’Algeria sembra mostrare segnali di apertura, con il presidente Tebboune che ha ammesso progressi nelle discussioni con Washington, abbandonando toni più rigidi e tradizionali.
Nonostante ciò, l’emissario americano ha avvertito che la finestra di opportunità per raggiungere un accordo non rimarrà aperta indefinitamente, sottolineando l’urgenza di trovare una soluzione condivisa per garantire la stabilità nella regione del Nord Africa.
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