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2026-04-22 19:09 · Viste: 38

Marocco a rischio inflazione per aumento prezzi petrolio

Riassunto veloce
Marocco sotto pressione: l’aumento del prezzo del petrolio minaccia un’ondata di inflazioneIl Marocco sta affrontando una significativa pressione economica a causa dell’impennata dei prezzi del petrolio, che rischia di i…
Marocco a rischio inflazione per aumento prezzi petrolio

Marocco sotto pressione: l’aumento del prezzo del petrolio minaccia un’ondata di inflazione

Il Marocco sta affrontando una significativa pressione economica a causa dell’impennata dei prezzi del petrolio, che rischia di innescare una nuova ondata di inflazione nel paese. Questa situazione è strettamente legata a fattori geopolitici internazionali e ha importanti ripercussioni sull’economia e sulla vita quotidiana dei cittadini marocchini.

Secondo quanto riportato da Bladi.net, la guerra in Iran e il blocco del stretto di Ormuz hanno fatto salire vertiginosamente i prezzi del petrolio, con il barile che ha raggiunto quasi i 95 dollari, ben al di sopra dei 65 dollari previsti dal bilancio statale per il 2026. Il Marocco, fortemente dipendente dalle importazioni di idrocarburi, ha visto il prezzo alla pompa superare i 15 dirham per litro dopo tre aumenti in meno di un mese. Questo aumento ha un impatto diretto sull’economia nazionale, considerando che nel 2025 il paese ha destinato il 7% del proprio PIL alle spese energetiche.

Come riferisce il quotidiano Le Monde, le imprese marocchine stanno già risentendo delle conseguenze di questa crisi. I settori della costruzione e dell’immobiliare vedono crescere i costi di produzione, mentre anche i prodotti derivati dal petrolio, come la plastica prodotta localmente, subiscono rincari. Un imprenditore di Casablanca ha confermato di aver dovuto aumentare i prezzi per far fronte all’aumento dei costi.

Per contenere gli effetti sociali di questa situazione, il governo marocchino ha adottato alcune misure di sostegno. Tra queste, il congelamento dei prezzi delle bombole di gas domestico e dell’elettricità, una decisione che comporta un costo di circa un miliardo di dirham al mese e aggrava il deficit dell’operatore pubblico ONEE. Inoltre, sono stati stanziati 650 milioni di dirham di aiuti per i trasportatori. La ministra dell’Economia, Nadia Fettah Alaoui, ha più volte rassicurato i mercati dichiarando che il governo è pronto ad affrontare eventuali impatti economici, auspicando però che la crisi sia di breve durata.

Nonostante gli sforzi per promuovere la transizione ecologica, il Marocco rimane fortemente dipendente dalle fonti fossili, con le energie rinnovabili che rappresentano solo l’8% del consumo energetico finale, dato che non è cambiato negli ultimi vent’anni. La banca centrale ha deciso di mantenere il tasso d’interesse al 2,25%, sottolineando però che l’impatto economico finale dipenderà dalla durata e dall’intensità del conflitto in corso.

In questo contesto complesso, il gruppo OCP, leader mondiale nella produzione di fertilizzanti, ha annunciato una riduzione della produzione fino al 30% nel secondo trimestre del 2026. Sebbene la motivazione ufficiale sia legata a operazioni di manutenzione, un esperto del settore ipotizza che la vera finalità sia quella di preservare i margini di profitto, riducendo temporaneamente l’offerta per sostenere i prezzi di vendita.

Articolo scritto da Redouane Ouassour
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