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2026-05-13 16:25 · Viste: 35

Diritti umani e carcere in Marocco 2026

Riassunto veloce
Un dialogo aperto tra istituzioni per la tutela dei diritti umaniIn occasione della Fiera Internazionale del Libro di Rabat, si è tenuto un incontro significativo presso lo spazio del Consiglio Nazionale per i Diritti Um…
Diritti umani e carcere in Marocco 2026

Un dialogo aperto tra istituzioni per la tutela dei diritti umani

In occasione della Fiera Internazionale del Libro di Rabat, si è tenuto un incontro significativo presso lo spazio del Consiglio Nazionale per i Diritti Umani (CNDH) del Marocco, che ha visto la partecipazione di rappresentanti della Meccanismo Nazionale per la Prevenzione della Tortura, della Direzione Generale della Sicurezza Nazionale, della Gendarmeria Reale e dell’Amministrazione Generale delle Prigioni e della Reinserimento. Questo dialogo ha sottolineato l’impegno del Marocco nel promuovere una cultura dei diritti umani e nell’umanizzare le condizioni di detenzione.

Amna Bouayach, presidente del CNDH, ha evidenziato come il Marocco rappresenti un modello a livello mondiale per la trasparenza e la collaborazione tra istituzioni nella gestione della detenzione e nella prevenzione della tortura. Ha sottolineato l’importanza del dialogo istituzionale e dell’applicazione dell’articolo costituzionale che promuove la cooperazione tra enti per rafforzare la democrazia e il rispetto dei diritti umani. Questo approccio ha portato a un cambiamento culturale nelle strutture detentive, passando dalla semplice spiegazione delle norme all’attuazione concreta delle raccomandazioni e a un’apertura verso la prevenzione e il miglioramento delle condizioni di detenzione.

Strategie integrate per la formazione e il miglioramento delle condizioni carcerarie

Sarah Bzazi, capo della sicurezza nazionale regionale, ha ribadito che l’impegno della Direzione Generale della Sicurezza Nazionale è collettivo e radicato in un’esperienza unica, iniziata con la giustizia transizionale e sostenuta da direttive reali. Ha illustrato una strategia integrata che comprende formazione, etica professionale, umanizzazione della detenzione, cambiamento culturale e responsabilizzazione, in coordinamento con tutte le direzioni e meccanismi di controllo. Le raccomandazioni nazionali e internazionali vengono viste come opportunità per migliorare continuamente le pratiche operative.

Il colonnello Hamid Rifaai, rappresentante della Gendarmeria Reale, ha sottolineato l’importanza della dignità umana come fondamento del lavoro della Gendarmeria, che si impegna costantemente a migliorare le condizioni di detenzione con misure preventive, monitoraggio e formazione continua in materia di diritti umani e procedure legali. Tutti i luoghi di detenzione gestiti dalla Gendarmeria sono ufficialmente riconosciuti e sottoposti a controlli regolari, garantendo trasparenza e rispetto delle garanzie legali, inclusa la comunicazione con le famiglie e l’assistenza legale.

Sanaa Filali Madghari, responsabile della ricerca sociale e psicologica presso l’Amministrazione Generale delle Prigioni e del Reinserimento, ha evidenziato l’importanza di una cultura dei diritti umani radicata nella gestione carceraria, promossa attraverso formazione, sensibilizzazione e programmi di prevenzione della tortura. Ha ricordato l’approvazione nel 2024 di una legge che regola la gestione delle strutture penitenziarie, frutto di un percorso riformista volto a umanizzare le condizioni di detenzione e a rafforzare la governance delle istituzioni carcerarie, in linea con gli impegni internazionali del Marocco.

Prevenzione della tortura e promozione dei diritti fondamentali

Mohamed Benajiba, coordinatore del Meccanismo Nazionale per la Prevenzione della Tortura, ha spiegato che la promozione dei diritti umani è essenziale per prevenire maltrattamenti e torture. Il suo organismo si concentra non solo sulla prevenzione legale della tortura, ma anche sulla diffusione di una cultura dei diritti che garantisca condizioni essenziali come alimentazione, salute e comunicazione. L’attenzione ai dettagli materiali e psicologici, come l’illuminazione e la ventilazione, contribuisce a ridurre lo stress e a migliorare il benessere dei detenuti.

Benajiba ha inoltre sottolineato il ruolo positivo della collaborazione tra il Meccanismo e le istituzioni carcerarie, che ha favorito un clima di fiducia e un passaggio da un approccio di semplice controllo a uno di miglioramento continuo delle condizioni di detenzione. Questo processo è fondamentale per garantire il rispetto della dignità dei detenuti e per favorire un reinserimento sociale efficace, contribuendo così alla sicurezza e alla coesione sociale.

Articolo scritto da Mohamed
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