Futuro mari africani tensioni geopolitiche 2026
Un convegno strategico sui mari africani a Salé
Il 13 maggio 2026, a Salé, si è svolta la terza edizione della "Conferenza sui Mari Africani - AMS", ospitata dal Centro per le Politiche del Nuovo Sud (UM6P). L'evento ha visto la partecipazione di esperti marocchini e internazionali che hanno sottolineato l'importanza di valorizzare le immense risorse marine dell'Africa per promuovere lo sviluppo economico e l'integrazione regionale, in un contesto globale segnato da crescenti tensioni geopolitiche.
Secondo quanto riportato da Hespress, i relatori hanno evidenziato la necessità di rafforzare la governance marittima e di sviluppare strategie comuni per permettere all'Africa di assumere un ruolo più incisivo nell'economia blu mondiale.
Il ruolo strategico e le sfide geopolitiche
Jamal Mashrouh, ricercatore del Centro per le Politiche del Nuovo Sud, ha sottolineato come il tema degli spazi marittimi abbia acquisito un'importanza particolare in un mondo sempre più interconnesso ma anche caratterizzato da conflitti. Ha citato il caso dello Stretto di Hormuz, un'area marittima piccola ma cruciale per questioni energetiche, economiche, militari e geopolitiche, a dimostrazione di come i mari non siano più semplici vie di passaggio, ma spazi centrali di competizione internazionale.
Inoltre, Mashrouh ha evidenziato la posizione unica dell'Africa, situata all'incrocio di grandi spazi marittimi come l'Oceano Atlantico, il Mediterraneo, il Mar Rosso e l'Oceano Indiano. Tuttavia, questa centralità geografica non si è ancora tradotta in un'effettiva centralità strategica. Il vero nodo è passare dall'avere un dominio marittimo al costruire una presenza e una forza marittima, trasformando così il potenziale geografico in una reale influenza politica, crescita economica e resilienza strategica.
Governance, legislazione e sviluppo dell'economia blu
George Mba Assiko, consigliere del presidente gabonese ed ex responsabile dell'economia blu presso la Commissione dell'Unione Africana, ha richiamato l'attenzione sul fatto che molti paesi africani hanno trascurato il mare, nonostante le vie marittime e fluviali siano sempre state fondamentali per l'integrazione regionale. Ha evidenziato la necessità di tornare alle basi e costruire strategie solide per una presenza marittima forte e unificata del continente.
Di notevole rilievo sono le iniziative come la Strategia Integrata Africana per i Mari e gli Oceani 2050 e la Strategia Africana per l'Economia Blu, insieme a vari accordi marittimi e il Patto di Lome. Tuttavia, spesso queste strategie mancano di meccanismi concreti di attuazione e finanziamento, ostacolando la loro efficacia.
Diénaba Beye, avvocata senegalese esperta di diritto internazionale, ha illustrato l'importanza dell'accordo sulla biodiversità biologica oltre le giurisdizioni nazionali (BBNJ), che rappresenta un'estensione del diritto marittimo internazionale per garantire un uso sostenibile delle risorse marine in alto mare. Ha sottolineato la necessità di adeguare le legislazioni nazionali africane agli obblighi internazionali, soprattutto per combattere la pesca illegale e proteggere le risorse marine.
Infine, Abdelmalek Faraj, esperto della Banca Mondiale, ha evidenziato le grandi opportunità offerte dall'economia blu africana, in particolare nel settore della pesca, che però è ancora poco valorizzato e sfruttato in modo inefficiente. Ha citato il caso del Gabon come modello per la conservazione delle risorse marine, mentre ha messo in guardia contro la sovrasfruttamento che interessa molte aree africane.
Faraj ha inoltre sottolineato le difficoltà di accesso ai finanziamenti per progetti legati all'economia blu e il ruolo fondamentale dello Stato nel facilitare l'incontro tra investitori e iniziative imprenditoriali, oltre a intervenire per ridurre i rischi associati.
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