Concorrenza Taxi Turistici e App Marocco 2026
Conflitto tra Taxi Turistici e App di Trasporto Intelligente
I professionisti del trasporto turistico in Marocco hanno lanciato un allarme riguardo a una concorrenza considerata sleale da parte delle applicazioni di trasporto intelligente, in particolare Uber. Queste piattaforme, infatti, utilizzano veicoli privati di cittadini per il trasporto di persone, andando così oltre il settore autorizzato del trasporto turistico. Secondo le associazioni di categoria, come la Sindacato Nazionale del Trasporto Turistico e l'Organizzazione Marocchina del Trasporto Turistico, questa espansione delle app avviene tramite veicoli non autorizzati, violando il modello che la stessa Uber aveva promesso di rispettare al suo ingresso nel mercato marocchino.
Questa situazione mette a rischio gli investimenti fatti dai professionisti del settore e crea una concorrenza sleale nei confronti delle imprese che operano nel rispetto della legge. Le associazioni denunciano inoltre che Uber sfrutta la copertura legale del trasporto turistico autorizzato per svolgere attività che in realtà si collocano al di fuori di questo ambito regolamentato.
Posizione delle Associazioni e Richieste ai Regolatori
Le organizzazioni di categoria non si oppongono all'innovazione o alla trasformazione digitale, anzi la considerano un elemento fondamentale per lo sviluppo dei servizi di trasporto in Marocco. Tuttavia, sottolineano che tale evoluzione deve avvenire nel rispetto delle normative vigenti e garantendo una competizione equa e bilanciata tra tutti gli operatori del settore.
Munir Al-Shami, presidente dell'Organizzazione Marocchina del Trasporto Turistico, ha chiarito che non esistono norme che vietino ai professionisti del trasporto turistico di utilizzare le app intelligenti, purché rispettino il proprio regolamento interno. Ha inoltre evidenziato che gli operatori del settore dispongono di tutte le autorizzazioni necessarie e che la stessa Uber riconosce il trasporto turistico come autorizzato.
D'altra parte, Samir Farabi, segretario generale del Sindacato Democratico del Trasporto, ha affermato che il trasporto turistico non ha l'autorizzazione a trasportare cittadini tramite app intelligenti, e che qualsiasi attività in tal senso costituisce una violazione del regolamento. Ha spiegato che Uber aveva inizialmente collaborato con il settore autorizzato, ma ha poi constatato che operava al di fuori delle regole, causando potenziali problemi, e per questo ha modificato il proprio modello operativo.
Infine, è stato sottolineato che anche i tassisti dispongono di licenze per il trasporto di persone e che le app dovrebbero operare in collaborazione con tutti i settori autorizzati, evitando favoritismi o esclusioni.
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