Libri scolastici scuole private Marocco 2026
La disputa sulla vendita dei libri scolastici nelle scuole private
Ogni anno torna a farsi sentire la protesta dei librai marocchini contro alcune scuole private che vendono o promuovono la vendita di libri scolastici all’interno delle loro strutture. La questione ha acceso un acceso dibattito tra gli operatori del settore e le istituzioni, con accuse di violazioni legali e di danni economici ai librai tradizionali.
Secondo la Rabita dei librai del Marocco, queste pratiche costituiscono un danno diretto al loro mestiere e una violazione della legge quadro n. 59.21 sull’istruzione scolastica, che vieta esplicitamente di obbligare le famiglie ad acquistare libri o materiali scolastici all’interno delle scuole o di indirizzarle verso librerie specifiche. Alcune scuole, infatti, nascondono le liste dei libri richiesti, mentre altre le espongono chiaramente e impongono ai genitori di acquistare i testi direttamente da loro.
Le posizioni delle associazioni e le implicazioni economiche
Il presidente della Rabita dei librai ha sottolineato come alcune scuole vendano direttamente libri stranieri, spesso in francese o inglese, a prezzi elevati, lasciando invece i libri in arabo a prezzi più bassi. Questo crea un’alleanza economica che danneggia i librai, i quali pagano tasse e si preparano tutto l’anno per la stagione scolastica. Inoltre, l’apertura di librerie accanto alle scuole diventa inutile quando le stesse istituzioni vendono i libri internamente, togliendo opportunità di mercato ai librai.
Dal punto di vista fiscale, lo Stato risulta essere il primo danneggiato, poiché le scuole private, non essendo enti commerciali, non dichiarano le vendite e realizzano profitti fino al 30% sulla vendita di libri importati senza che vi siano entrate fiscali.
Dall’altra parte, l’Associazione dell’istruzione privata sostiene che non vi siano violazioni legali nel fatto che le scuole indirizzino i genitori verso librerie specifiche, definendo tali accordi come partnership per garantire la disponibilità dei libri. Inoltre, nega che le scuole vendano direttamente libri o materiali normalmente reperibili sul mercato, affermando che il loro ruolo è solo quello di fornire copie rare o non facilmente reperibili, spesso a prezzi inferiori rispetto al mercato.
È in corso l’aggiornamento di un contratto tra famiglia e scuola, supervisionato dalle associazioni e dal Ministero dell’Istruzione, che vieta espressamente alle scuole di obbligare le famiglie all’acquisto dei libri o materiali scolastici. Alcune scuole, inoltre, operano come imprese che offrono servizi vari, tra cui trasporto, mensa e vendita di libri, ma senza imporre obblighi di acquisto, con una supervisione fiscale diretta.
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