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2026-05-13 17:15 · Viste: 22

Sarkozy processo finanziamento libico Francia 2026

Riassunto veloce
Il processo di appello entra nella fase decisivaDopo quasi due mesi dall'inizio del processo di appello in Francia riguardante le accuse di finanziamento illecito libico alla campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy nel…
Sarkozy processo finanziamento libico Francia 2026

Il processo di appello entra nella fase decisiva

Dopo quasi due mesi dall'inizio del processo di appello in Francia riguardante le accuse di finanziamento illecito libico alla campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy nel 2007, lunedì sono iniziate le arringhe finali. Questo procedimento giudiziario, che unisce aspetti politici e finanziari, vede l'ex presidente francese lottare per riconquistare la libertà e riabilitare la propria immagine. Secondo quanto riportato da Hespress, mercoledì il pubblico ministero dovrebbe richiedere le condanne per tutti e dieci gli imputati coinvolti, che sono stati nuovamente processati dal 16 marzo.

Nel primo processo, l'accusa aveva chiesto una pena severa di sette anni di reclusione per Sarkozy, insieme a una multa di 300.000 euro e l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, sostenendo le accuse di corruzione, ricezione di fondi pubblici sottratti e finanziamento illecito della campagna elettorale. L'ex presidente, che ha 71 anni, era stato condannato a cinque anni di carcere per concorso in corruzione, con un ordine di arresto immediato. Dopo aver trascorso venti giorni in prigione, era stato rilasciato sotto sorveglianza giudiziaria in attesa dell'appello.

Le accuse e le dinamiche del caso

Il fulcro dell'accusa riguarda un presunto "accordo corruttivo" tra Sarkozy e il regime di Muammar Gheddafi, che avrebbe comportato il ricevimento di fondi illeciti per finanziare la campagna elettorale tramite conti gestiti dall'intermediario franco-libanese Ziad Takieddine, ora deceduto. In cambio, sarebbero stati concessi favori, tra cui una revisione della situazione giudiziaria di Abdullah Senussi, un alto funzionario libico condannato in contumacia in Francia all'ergastolo per il coinvolgimento nell'attentato all'aereo tedesco UTA DC-10 del 1989, che causò la morte di 170 persone, tra cui 54 cittadini francesi.

Durante tutto il procedimento, Sarkozy ha negato con fermezza ogni addebito, affermando più volte che non è stato trovato "un solo centesimo" di fondi libici nella sua campagna. Tuttavia, il fronte difensivo si è incrinato durante l'appello, con l'ex presidente che ha messo in dubbio la credibilità di Claude Guéant, ex segretario generale dell'Eliseo, impossibilitato a partecipare al processo per motivi di salute. Guéant ha risposto con due lettere alla corte d'appello, fornendo una versione dei fatti che contraddice quella di Sarkozy, incluso un episodio in una cena a Tripoli nel luglio 2007, dove Gheddafi avrebbe espresso preoccupazioni su Senussi direttamente a Sarkozy.

In vista delle arringhe finali, Sarkozy ha presentato nuovi documenti contabili, rivelando un presunto sistema di tangenti tra l'intermediario Takieddine e la famiglia Senussi, definendo questa scoperta come "la soluzione dell'enigma". Tuttavia, questa mossa non ha convinto le parti civili, i cui avvocati hanno chiesto una pulizia della macchia di corruzione lasciata dagli imputati, criticando anche la modalità di detenzione di Sarkozy, che ha trascorso solo venti giorni in carcere.

Articolo scritto da Redouane Ouassour
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