Blanchiment argent Maroc France maxi opération 2026
Una rete criminale internazionale smantellata
La giustizia francese ha portato alla luce una vasta organizzazione criminale con base in Marocco, accusata di aver riciclato oltre un miliardo di euro di denaro sporco nel corso dell'ultimo decennio. Al centro di questa rete si trova Lahoucine A. S., un imprenditore marocchino che, secondo le indagini, ha orchestrato un sistema industriale di riciclaggio di denaro che ha coinvolto anche la corruzione di agenti di polizia francesi.
Tra il 2019 e il 2025, l'organizzazione ha riciclato circa 319 milioni di euro attraverso un complesso meccanismo che combinava contanti provenienti dal narcotraffico con bonifici aziendali giustificati da fatture false. I fondi venivano poi fatti transitare tramite società fittizie, in particolare in Medio Oriente, per occultarne l’origine.
Corruzione e infiltrazioni nelle istituzioni francesi
La potenza finanziaria del gruppo ha permesso di corrompere due poliziotti in servizio in Francia, che sono stati arrestati e posti sotto inchiesta. L’Office national antifraude ha rivelato che questi agenti fornivano ai criminali accesso a dati riservati della polizia, consentendo loro di anticipare le indagini e sfuggire alla giustizia.
In particolare, il brigadiere capo Johnny B., operante nella lotta antidroga in Martinica, è stato identificato come la figura chiave di questa infiltrazione. Grazie a un file Excel sequestrato presso la contabile del gruppo, gli investigatori hanno scoperto che le ricerche illegali venivano fatturate 500 euro ciascuna. Johnny B. ha ammesso di aver incontrato Lahoucine A. S. già nel 2017 a Tolosa e di aver ricevuto circa 200.000 euro in contanti e criptovalute in cambio di informazioni riservate, inclusi dati su narcotrafficanti di spicco come membri della DZ Mafia e il noto criminale marsigliese "Mimo".
Un secondo poliziotto, Ryad A., ha confermato di aver fornito servizi simili, rafforzando la portata della corruzione all’interno delle forze dell’ordine francesi.
Controversie e implicazioni
Secondo quanto riportato da Le Monde, questa rete ha favorito non solo criminali di alto livello ma anche migliaia di imprenditori desiderosi di evadere il fisco. Tra i presunti clienti figura anche il cantante Gims, accusato di aver utilizzato questa rete per ottenere denaro liquido, accusa che lui respinge con fermezza.
Lahoucine A. S., l’imprenditore marocchino al centro dell’inchiesta, non è ancora stato ascoltato dalla giustizia francese e nega ogni coinvolgimento nella frode.
Noistranieri




