Ora legale in Marocco e proteste 2026
Intervento dell’Istituto del Mediatore Reale sul caso dell’ora legale
Le proteste contro l’adozione dell’ora legale in Marocco stanno assumendo una nuova rilevanza dopo l’intervento dell’Istituto del Mediatore Reale. Questo organismo ha deciso di prendere in carico le numerose lamentele dei cittadini marocchini, in particolare quelle che evidenziano gli effetti negativi dell’ora legale su diversi aspetti della vita quotidiana, come l’istruzione e la salute pubblica. L’iniziativa è stata avviata dopo la ricezione di un reclamo formale presentato dall’attivista civile Aziz Kermat, che ha sottolineato come l’ora legale stia causando disagi significativi soprattutto agli studenti delle zone rurali e problemi psicologici alla popolazione.
L’Istituto ha quindi comunicato l’intenzione di informare il governo, in particolare la Presidenza del Consiglio e il Ministero delegato alla transizione digitale e alla riforma amministrativa, sulle problematiche sollevate, auspicando un intervento risolutivo.
Critiche e mobilitazioni della società civile
Secondo quanto riportato da fonti locali, Mohsen El Owdari, rappresentante della Commissione Nazionale per la petizione legale per il ritorno all’ora solare, ha evidenziato il ruolo costituzionale fondamentale dell’Istituto del Mediatore nel ricevere e gestire i reclami dei cittadini, soprattutto su temi sociali delicati come quello dell’ora legale. Ha definito la risposta dell’Istituto un passo positivo e ha auspicato che questo processo porti a un cambiamento concreto a favore di chi subisce gli effetti negativi.
El Owdari ha inoltre criticato la strategia del governo e di alcuni attori politici di procrastinare la questione, utilizzandola per scopi elettorali, un atteggiamento che rischia di minare la fiducia dei cittadini nella politica. Nel frattempo, la campagna di raccolta firme per chiedere la revoca dell’ora legale continua con l’obiettivo di raggiungere il quorum necessario per presentare ufficialmente la petizione al governo.
Parallelamente, Abdelwahad Ziyat, presidente della Rete Marocchina per l’Alleanza Civile dei Giovani, ha espresso un fermo rifiuto nei confronti del mantenimento dell’ora legale, definendola dannosa per la popolazione e priva di benefici economici tangibili. Secondo Ziyat, questa misura favorisce interessi economici legati all’Europa, ignorando le condizioni climatiche e le difficoltà che essa comporta per la popolazione, soprattutto nelle aree montane e rurali. Ha inoltre sottolineato come l’ora legale comporti rischi per la sicurezza di studenti e lavoratori che si trovano a spostarsi al buio, aggravando le condizioni di vita delle fasce più vulnerabili.
Ziyat ha infine sollecitato un intervento urgente dell’Istituto del Mediatore per chiedere al governo una revisione della decisione, evidenziando come il mantenimento dell’ora legale sia in contrasto con il principio dello Stato sociale e con la tutela della salute pubblica.
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