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2026-05-13 13:47 · Viste: 24

Mohamed Al-Ashari e la narrativa politica in Marocco 2026

Riassunto veloce
La narrativa come atto politico e memoria collettivaDurante l'ultima edizione della Fiera Internazionale del Libro di Rabat, lo scrittore, accademico e poeta marocchino Mohamed Al-Ashari ha evidenziato il ruolo cruciale…
Mohamed Al-Ashari e la narrativa politica in Marocco 2026

La narrativa come atto politico e memoria collettiva

Durante l'ultima edizione della Fiera Internazionale del Libro di Rabat, lo scrittore, accademico e poeta marocchino Mohamed Al-Ashari ha evidenziato il ruolo cruciale della narrativa nel riflettere e affrontare le questioni politiche del paese. Secondo Al-Ashari, la scrittura narrativa non è solo un'espressione artistica, ma anche un atto politico intrinseco, capace di rappresentare e interrogare le trasformazioni sociali e storiche del Marocco.

Al-Ashari ha sottolineato che la narrativa marocchina contemporanea spesso supera in intensità e profondità il discorso politico tradizionale, come quello dei partiti. La letteratura, infatti, si fa portavoce delle tensioni, dei conflitti e delle trasformazioni urbane che caratterizzano la società marocchina moderna. In particolare, lo scrittore ha richiamato l'attenzione sulla necessità di una "liquidazione collettiva" con il passato, soprattutto con il cosiddetto "tempo del piombo", un periodo storico segnato da repressioni e violazioni dei diritti umani, ancora oggi poco elaborato nella memoria collettiva.

Le trasformazioni urbane e il senso di perdita

Un altro tema centrale emerso dall'intervento di Al-Ashari riguarda le profonde trasformazioni urbane che hanno interessato il Marocco negli ultimi decenni. Lo scrittore ha raccontato la sua esperienza personale e letteraria, evidenziando come le città marocchine siano cambiate radicalmente, con un passaggio significativo dalla vita rurale a quella urbana. Oggi oltre il 60% della popolazione vive in città, una cifra che solo trent'anni fa era inferiore al 30%.

Al-Ashari ha descritto come queste trasformazioni abbiano generato un senso di perdita e di ferita sociale, soprattutto nei quartieri popolari come il "Mouhit" di Rabat, dove la demolizione di intere aree ha cancellato non solo edifici ma anche storie di vita, legami comunitari e memoria collettiva. La narrazione diventa così uno strumento per raccontare queste ferite, per dare voce a chi vive la città tra contraddizioni, nostalgia e cambiamenti.

Lo scrittore ha concluso affermando che, sebbene l'urbanizzazione rappresenti un segno di progresso, essa comporta anche un "ferita permanente" che la letteratura deve saper interpretare e trasmettere, affinché la memoria e l'identità non vadano perdute nel vortice del cambiamento.

Articolo scritto da Amin
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