Mercato clandestino cannabis Marocco resiste 2026
La legalizzazione del cannabis in Marocco e la sua attuazione
Nel 2021 il Marocco ha legalizzato la coltivazione del cannabis a fini medici e industriali, con l'obiettivo di regolamentare un settore storicamente legato al traffico illecito. Le autorità hanno rilasciato migliaia di autorizzazioni per la coltivazione legale, promuovendo la formazione di cooperative e la produzione di derivati regolamentati come il CBD. Questa iniziativa vuole trasformare la coltivazione del cannabis in un volano di sviluppo economico e uno strumento per combattere il narcotraffico.
Tuttavia, nonostante questi sforzi, l'impatto della legalizzazione è ancora limitato, soprattutto nelle regioni del nord del paese, dove il mercato clandestino rimane predominante.
Il persistere del mercato illegale nel Rif e le ragioni economiche
La regione del Rif, che si estende da Tangeri a Saidia, è l'epicentro della produzione di cannabis in Marocco. Qui, tra uno e mezzo milioni di persone dipendono direttamente o indirettamente da questa coltivazione. Molti agricoltori preferiscono continuare a operare al di fuori del quadro legale a causa della maggiore redditività economica del mercato nero rispetto a quello regolamentato.
Nonostante la diminuzione della coltivazione illegale negli ultimi vent'anni, il Marocco resta uno dei maggiori produttori mondiali di resina di cannabis, con la maggior parte delle coltivazioni che alimentano ancora il traffico illecito diretto verso l'Europa. Sul territorio convivono quindi due sistemi, quello formale e quello informale, con una netta prevalenza del mercato illegale che continua a rappresentare la principale fonte di reddito per molte comunità locali.
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