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2026-05-12 19:35 · Viste: 22

Marocco strategia acqua 2026

Riassunto veloce
Una crisi idrica senza precedentiIl Marocco ha attraversato tra il 2018 e il 2024 un periodo di siccità estrema che ha messo a dura prova le riserve idriche del paese. In particolare, nel bacino di Oum Errabiâ, il livell…
Marocco strategia acqua 2026

Una crisi idrica senza precedenti

Il Marocco ha attraversato tra il 2018 e il 2024 un periodo di siccità estrema che ha messo a dura prova le riserve idriche del paese. In particolare, nel bacino di Oum Errabiâ, il livello dei bacini idrici è crollato dal 57% al solo 5% in sei anni, a causa di una distribuzione irregolare delle precipitazioni. Infatti, metà delle piogge cade solo nel nord del paese, che rappresenta appena il 7% del territorio nazionale. Questa situazione è aggravata da una domanda d'acqua in costante aumento: la disponibilità pro capite è passata da 2.560 metri cubi negli anni '60 a soli 600 metri cubi oggi, avvicinandosi pericolosamente alla soglia di scarsità stabilita dalla Banca Mondiale. L'agricoltura assorbe oltre l'80% delle risorse idriche, accentuando ulteriormente la pressione sulle riserve.

Le misure per garantire l'approvvigionamento idrico

Per far fronte a questa emergenza, il governo marocchino ha avviato nell'autunno 2022 un piano d'azione di vasta portata, con investimenti pari a 5,5 miliardi di euro. Tra le iniziative principali spicca la realizzazione di una vera e propria "autostrada dell'acqua", che trasferirà le risorse idriche dalle regioni settentrionali più ricche di precipitazioni verso l'area metropolitana di Rabat-Casablanca, caratterizzata da un elevato fabbisogno e da una carenza idrica cronica. Parallelamente, il Marocco ha intensificato la costruzione di bacini di accumulo: a inizio 2026 erano presenti 158 grandi dighe, con 14 nuovi cantieri in corso per coprire anche le zone rurali meno servite.

Un ruolo chiave è affidato alle risorse non convenzionali, in particolare al dissalamento dell'acqua marina. La capacità produttiva degli impianti è passata da 46,4 milioni di metri cubi nel 2021 a oltre 410 milioni oggi, con l'obiettivo ambizioso di raggiungere 1,7 miliardi di metri cubi entro il 2030, coprendo fino al 60% del fabbisogno nazionale di acqua potabile. Inoltre, si prevede di estendere l'uso delle acque reflue trattate per l'irrigazione agricola, grazie a modifiche normative in corso. Le città stanno anche adottando tecnologie digitali per monitorare e ridurre le perdite nelle reti idriche, migliorando così l'efficienza complessiva.

La fine della siccità e le sfide future

Il ritorno delle precipitazioni nei primi mesi del 2026 ha segnato la fine di sette anni di siccità, con i bacini che hanno raggiunto una capacità media del 75% ad aprile. Tuttavia, le autorità rimangono vigili: il cambiamento climatico preannuncia un aumento della frequenza e dell'intensità degli eventi siccitosi. Salaheddine Dahbi, direttore generale dell'idraulica, ha avvertito che senza un impegno costante, il deficit idrico potrebbe arrivare a 7 miliardi di metri cubi all'anno entro il 2050. La strategia marocchina punta quindi non solo a rispondere all'emergenza attuale, ma a costruire un sistema resiliente e duraturo per affrontare le sfide climatiche future.

Impatto per i marocchini in Italia

Questi sviluppi sono rilevanti anche per la comunità marocchina in Italia, poiché un Marocco più stabile e sostenibile sul piano ambientale può favorire una maggiore sicurezza economica e sociale, influenzando positivamente le relazioni tra i due paesi e le opportunità per i migranti.

Articolo scritto da Mohamed
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