Marocco strategia acqua 2026
Una crisi idrica senza precedenti
Il Marocco ha attraversato tra il 2018 e il 2024 un periodo di siccità estrema che ha messo a dura prova le riserve idriche del paese. In particolare, nel bacino di Oum Errabiâ, il livello dei bacini idrici è crollato dal 57% al solo 5% in sei anni, a causa di una distribuzione irregolare delle precipitazioni. Infatti, metà delle piogge cade solo nel nord del paese, che rappresenta appena il 7% del territorio nazionale. Questa situazione è aggravata da una domanda d'acqua in costante aumento: la disponibilità pro capite è passata da 2.560 metri cubi negli anni '60 a soli 600 metri cubi oggi, avvicinandosi pericolosamente alla soglia di scarsità stabilita dalla Banca Mondiale. L'agricoltura assorbe oltre l'80% delle risorse idriche, accentuando ulteriormente la pressione sulle riserve.
Le misure per garantire l'approvvigionamento idrico
Per far fronte a questa emergenza, il governo marocchino ha avviato nell'autunno 2022 un piano d'azione di vasta portata, con investimenti pari a 5,5 miliardi di euro. Tra le iniziative principali spicca la realizzazione di una vera e propria "autostrada dell'acqua", che trasferirà le risorse idriche dalle regioni settentrionali più ricche di precipitazioni verso l'area metropolitana di Rabat-Casablanca, caratterizzata da un elevato fabbisogno e da una carenza idrica cronica. Parallelamente, il Marocco ha intensificato la costruzione di bacini di accumulo: a inizio 2026 erano presenti 158 grandi dighe, con 14 nuovi cantieri in corso per coprire anche le zone rurali meno servite.
Un ruolo chiave è affidato alle risorse non convenzionali, in particolare al dissalamento dell'acqua marina. La capacità produttiva degli impianti è passata da 46,4 milioni di metri cubi nel 2021 a oltre 410 milioni oggi, con l'obiettivo ambizioso di raggiungere 1,7 miliardi di metri cubi entro il 2030, coprendo fino al 60% del fabbisogno nazionale di acqua potabile. Inoltre, si prevede di estendere l'uso delle acque reflue trattate per l'irrigazione agricola, grazie a modifiche normative in corso. Le città stanno anche adottando tecnologie digitali per monitorare e ridurre le perdite nelle reti idriche, migliorando così l'efficienza complessiva.
La fine della siccità e le sfide future
Il ritorno delle precipitazioni nei primi mesi del 2026 ha segnato la fine di sette anni di siccità, con i bacini che hanno raggiunto una capacità media del 75% ad aprile. Tuttavia, le autorità rimangono vigili: il cambiamento climatico preannuncia un aumento della frequenza e dell'intensità degli eventi siccitosi. Salaheddine Dahbi, direttore generale dell'idraulica, ha avvertito che senza un impegno costante, il deficit idrico potrebbe arrivare a 7 miliardi di metri cubi all'anno entro il 2050. La strategia marocchina punta quindi non solo a rispondere all'emergenza attuale, ma a costruire un sistema resiliente e duraturo per affrontare le sfide climatiche future.
Impatto per i marocchini in Italia
Questi sviluppi sono rilevanti anche per la comunità marocchina in Italia, poiché un Marocco più stabile e sostenibile sul piano ambientale può favorire una maggiore sicurezza economica e sociale, influenzando positivamente le relazioni tra i due paesi e le opportunità per i migranti.
Noistranieri








