Haut Atlas Marocchino antichi oceano scoperta 2026
Un oceano nascosto a oltre 3.000 metri nel Haut Atlas
Nel cuore del Haut Atlas marocchino, a più di 3.000 metri di altitudine, si celano i resti di un antico oceano profondo che ha rivoluzionato le conoscenze scientifiche sulla vita marina del passato. Recenti studi hanno infatti rivelato come, durante il Giurassico, microorganismi siano riusciti a prosperare in un ambiente completamente privo di luce, sfidando le precedenti teorie basate sulla fotosintesi in acque poco profonde.
Questa scoperta è avvenuta nella formazione di Tagoudite, situata a oltre 600 chilometri da Casablanca, oggi un deserto ma che milioni di anni fa era sommerso da un vasto oceano. Le rocce di questo territorio montuoso mostrano delle particolari strutture fossilizzate, chiamate "strutture ridate", che vanno da pochi millimetri a diversi centimetri e presentano creste e solchi di varia forma e rilievo.
La vita chimiosintetica nel Giurassico: una nuova prospettiva
Per molto tempo gli scienziati avevano interpretato queste tracce come il risultato di attività fotosintetica in acque poco profonde. Tuttavia, uno studio pubblicato sulla rivista Geology, condotto da un team guidato dalla geobiologa Rowan Martindale, ha dimostrato che queste strutture si trovavano in realtà a circa 200 metri di profondità, dove la luce solare non poteva penetrare, rendendo impossibile la fotosintesi.
Gli esperti hanno quindi attribuito queste impronte a microorganismi chimiosintetici, capaci di ottenere energia da reazioni chimiche sfruttando i solfuri presenti nei sedimenti marini. Questi microrganismi formavano estesi tappeti biologici sul fondo oceanico, un ecosistema completamente indipendente dalla luce solare.
Le analisi microscopiche e chimiche effettuate hanno rilevato elevate concentrazioni di carbonio sotto la superficie delle rocce, confermando l’attività biologica di questi organismi. L’organizzazione delle strutture fossilizzate corrisponde perfettamente ai comportamenti noti di comunità microbiche in ambienti bui e ostili.
Implicazioni scientifiche e culturali
Questa scoperta rappresenta una svolta nella comprensione dell’evoluzione della vita sulla Terra, dimostrando la capacità di organismi primordiali di adattarsi e prosperare in condizioni estreme e prive di luce. Inoltre, offre nuove prospettive per lo studio degli ecosistemi antichi e delle potenziali forme di vita in ambienti simili, anche extraterrestri.
Per il Marocco, questa ricerca valorizza ulteriormente il patrimonio naturale e geologico del paese, sottolineando l’importanza delle sue montagne come custodi di tracce fondamentali della storia della vita.
Impatto per i marocchini in Italia
Questa scoperta scientifica rafforza il legame culturale e identitario dei marocchini in Italia con il loro paese d’origine, evidenziando la ricchezza del patrimonio naturale marocchino e stimolando interesse e orgoglio verso le radici storiche e scientifiche del Marocco.
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