Doppia carriera università e avvocatura in Marocco 2026
Un dibattito storico e attuale
In Marocco si sta riaccendendo un acceso dibattito riguardante la possibilità per i docenti universitari di diritto di esercitare contemporaneamente la professione di avvocato. Questo tema, che coinvolge il cuore della relazione tra conoscenza accademica e pratica giuridica, è al centro di discussioni che vanno oltre le aule universitarie, arrivando fino ai parlamentari e all'opinione pubblica nazionale.
Il divieto di cumulare le due cariche è stato introdotto all'inizio degli anni '90, precisamente nel 1993, e da allora ha creato una frattura tra il mondo accademico e quello professionale. Secondo quanto riportato da Hespress, questo divieto è oggi messo in discussione da numerosi giuristi e accademici che ne chiedono la revisione per favorire un maggiore scambio tra teoria e pratica.
Motivazioni e prospettive
Secondo l’esperto in politiche legislative Ridwan Al-Turaybiq, docente all'Università Moulay Ismail di Meknès, il divieto appare oggi anacronistico e non giustificato. Egli sottolinea come, prima degli anni '90, era normale che i migliori avvocati fossero anche docenti universitari e viceversa. Il divieto ha creato un'eccezione rispetto alle pratiche internazionali, dove paesi come Stati Uniti, Canada e molti stati europei permettono ai docenti di diritto di esercitare la professione legale.
Al-Turaybiq evidenzia inoltre che l'attuale politica marocchina di avvicinamento al sistema giuridico europeo impone un adeguamento normativo che includa la possibilità di cumulare le due funzioni. Anche i paesi vicini come Algeria, Tunisia ed Egitto consentono questa doppia carriera, dimostrando che non vi è conflitto tra l'insegnamento accademico e la pratica forense.
Dal punto di vista pratico, la possibilità per i docenti di entrare nelle aule di tribunale arricchirebbe la formazione degli studenti, portando una maggiore esperienza concreta e un collegamento diretto con il mondo professionale. Inoltre, le preoccupazioni che l’ingresso massiccio dei docenti nell’avvocatura possa saturare il mercato o togliere spazio ai giovani laureati sono considerate infondate: il numero di docenti idonei è molto limitato rispetto al totale degli avvocati, e solo una minima parte di essi sarebbe interessata a esercitare la professione.
Un appello per la revisione normativa
Abdel Razzaq Asbihi, avvocato e studioso, ha ribadito che la richiesta di eliminare il divieto non è una novità, ma una rivendicazione per recuperare un diritto esistente fino al 1993. Egli sottolinea come sia paradossale che un docente marocchino possa difendere in tribunali stranieri ma non nel proprio paese.
Asbihi smonta anche le obiezioni riguardanti l'indipendenza della professione legale e la presunta incompatibilità con l’attività accademica. Al contrario, sostiene che la doppia carriera è compatibile e che i docenti, per formazione e natura, sono tra i più attenti a preservare l’indipendenza delle proprie opinioni e la qualità del servizio legale.
La pratica quotidiana dimostra, secondo Asbihi, che alcuni docenti riescono a bilanciare efficacemente l'insegnamento e l’attività forense, senza compromettere né l’una né l’altra funzione. Questo scenario potrebbe rappresentare un importante passo avanti per il sistema giuridico marocchino, favorendo un maggiore dialogo tra teoria e prassi e migliorando la qualità della formazione e della giustizia.
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