Desalinizzazione acqua Marocco sicurezza idrica 2026
Un piano nazionale per la desalinizzazione e la gestione delle risorse idriche
Il Marocco sta implementando un ambizioso programma per la desalinizzazione dell'acqua di mare, considerata una risorsa strategica fondamentale per affrontare la crescente crisi idrica dovuta a sette anni consecutivi di siccità e ai cambiamenti climatici. Il ministro delle Infrastrutture e dell'Acqua, Nizar Baraka, ha annunciato che il ministero sta definendo un quadro normativo per regolamentare la desalinizzazione, con un decreto che stabilirà le modalità per la stipula dei contratti di concessione, i capitolati tecnici e le autorizzazioni necessarie, in linea con la legislazione vigente sul settore idrico.
Secondo quanto riportato da Hespress, il decreto è in fase di finalizzazione e coinvolge diversi ministeri, confermando l'importanza strategica del settore acqua, che non è più visto come un ambito settoriale ma come una questione di sicurezza nazionale, sovranità alimentare, giustizia territoriale e sviluppo sostenibile.
Progetti chiave e innovazioni tecnologiche
Il piano prevede la realizzazione di numerose infrastrutture per la desalinizzazione in varie regioni del paese. Tra i progetti più rilevanti spicca la centrale di desalinizzazione di Casablanca, che dovrebbe entrare in funzione a febbraio 2027 con una capacità iniziale di 200 milioni di metri cubi annui, destinata a salire a 300 milioni entro il 2028. Altri impianti sono previsti a Marrakech, Benguerir, Khouribga, Dakhla, Tangeri e nella regione di Souss-Massa, con capacità che variano da 10 a 350 milioni di metri cubi all'anno.
Questi impianti si caratterizzano per l'utilizzo di energie rinnovabili, che hanno permesso di ridurre i costi di produzione a circa 4,90 dirham per metro cubo, un dato significativo per la sostenibilità economica del progetto. Inoltre, il ministero sta promuovendo il riutilizzo delle acque reflue trattate, con l'obiettivo di raggiungere 100 milioni di metri cubi annui entro il 2030, e sta sviluppando programmi per la raccolta e valorizzazione delle acque piovane, contribuendo così a una gestione integrata e innovativa delle risorse idriche.
Parallelamente, si punta a incrementare la produzione locale delle apparecchiature necessarie per il trattamento dell'acqua, con l'obiettivo di aumentare la quota di integrazione industriale dal 35% attuale al 70%, favorendo così la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo delle competenze tecniche nazionali.
Impatto per i marocchini in Italia
Questi sviluppi rappresentano un segnale positivo per la comunità marocchina in Italia, poiché il rafforzamento della sicurezza idrica in Marocco può favorire la stabilità economica e sociale del paese d'origine, influenzando positivamente anche i rapporti commerciali e le opportunità di investimento tra Marocco e Italia.
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