Condanna 11 anni per esilio e furto anziana Francia-Marocco 2026
Una condanna severa per un caso di abuso e sequestro
Un uomo di 46 anni originario di Bordeaux è stato condannato a undici anni di reclusione dal tribunale di Pau per aver derubato e esiliato una donna anziana francese in Marocco. La sentenza, emessa dalla corte penale delle Pirenei Atlantici, ha riconosciuto la sua colpevolezza per i reati di sequestro di persona, abuso di debolezza e furto aggravato ai danni di Jeanne Narbout, una nonnina di 94 anni deceduta in una casa di riposo a Casablanca nel luglio 2025.
La vicenda ha suscitato scalpore per la gravità delle azioni commesse e per il contesto in cui si sono svolte: la vittima, una vedova francese, è stata progressivamente isolata e trasferita più volte, fino al suo esilio forzato in Marocco, dove ha trascorso gli ultimi anni di vita in solitudine e in condizioni precarie.
Dettagli del caso e dinamiche del reato
L’uomo, identificato come Matthieu Tabaud, ha sottratto alla vittima una somma pari a quasi un milione di euro, accumulata attraverso assicurazioni sulla vita e conti bancari. Secondo le indagini della gendarmeria, il danno patrimoniale ammonta a circa 830.000 euro, completamente dissipati dal condannato, che era già noto alle forze dell’ordine per precedenti simili.
La strategia adottata da Tabaud prevedeva spostamenti forzati della donna, inizialmente dalla sua abitazione a Boeil-Bezing, poi in diverse località del Paese Basco francese, fino al trasferimento definitivo in una struttura assistenziale a Casablanca. L’avvocato generale Marc Bourragué aveva richiesto una pena di sedici anni, sottolineando la crudeltà e la premeditazione del gesto. In aula, l’imputato ha minimizzato le proprie responsabilità parlando di «errori di gestione», mentre il suo legale ha negato la sussistenza del sequestro pur ammettendo il furto.
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