Processo tortura mortale Otmane Bruxelles 2026
Un padre marocchino affronta la dura realtà del processo a Bruxelles
Arrivato appositamente dal Marocco, Ben Youness, padre di Otmane Souieh, ha assistito al processo che vede imputati tre uomini accusati di aver torturato a morte il figlio nella capitale belga. La vicenda, che si svolge davanti alla corte d’assise di Bruxelles, ha rivelato una realtà sconvolgente: Otmane viveva in condizioni di estrema precarietà e ha subito sofferenze indicibili prima di morire.
Ben Youness ha intrapreso questo viaggio senza la moglie e la figlia, determinato a chiedere una giustizia severa per la morte del figlio. Durante le prime udienze, ha appreso con dolore e sgomento le condizioni di vita difficili di Otmane e le atrocità subite, che hanno portato a una morte lenta e dolorosa. "Non pensavo che vivesse in condizioni così drammatiche. Ha sofferto molto", ha confessato il padre, profondamente scosso dal racconto di un’esecuzione di cui ignorava i dettagli più terribili.
Il dramma e il contesto del processo
Il processo riguarda Mohammad Ahmadi, Norddin Mousati e Yassine Hourra, accusati di tortura con conseguente morte senza intenzione di uccidere. Il fatto risale all’11 agosto 2023 nel quartiere di Cureghem ad Anderlecht, ed è legato a un regolamento di conti criminale. Otmane era coinvolto nel mondo della droga e doveva circa 2.700 euro al suo presunto "datore di lavoro", Mohammad Ahmadi.
Durante il processo, i tre imputati si rimpallano le responsabilità, negando di aver inflitto i colpi fatali. La tortura di Otmane è avvenuta in due fasi: la prima in strada, il 10 agosto pomeriggio, quando alcuni testimoni hanno assistito a un pestaggio brutale. Otmane è stato colpito ripetutamente al volto e alle costole, diventando un "pugno da sacco" incapace di difendersi. La prima aggressione si è conclusa quando gli aggressori hanno lasciato il luogo, lasciando Otmane in stato di shock e sanguinante.
La seconda fase si è svolta in un appartamento sulla Chaussée de Mons, lontano dalle telecamere di sorveglianza, che però hanno registrato l’ingresso del gruppo intorno alle 2:15 di notte. Alcune ore dopo, i soccorsi hanno tentato senza successo di rianimare Otmane, che è deceduto al pronto soccorso dell’ospedale Saint-Pierre.
L’autopsia ha rivelato la gravità delle ferite: contusioni craniche causate da una mazza, emorragia interna massiccia, segni di oggetti appuntiti e tracce di legature ai polsi. Gli investigatori hanno inoltre recuperato un video agghiacciante in cui uno degli imputati, esigendo il pagamento del debito, incita il proprio cane a mordere il braccio della vittima, parlando di una "sequestrazione".
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