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2026-06-14 02:28 · Viste: 22

Processo tortura mortale Otmane Bruxelles 2026

Riassunto veloce
Un padre marocchino affronta la dura realtà del processo a BruxellesArrivato appositamente dal Marocco, Ben Youness, padre di Otmane Souieh, ha assistito al processo che vede imputati tre uomini accusati di aver torturat…
Processo tortura mortale Otmane Bruxelles 2026

Un padre marocchino affronta la dura realtà del processo a Bruxelles

Arrivato appositamente dal Marocco, Ben Youness, padre di Otmane Souieh, ha assistito al processo che vede imputati tre uomini accusati di aver torturato a morte il figlio nella capitale belga. La vicenda, che si svolge davanti alla corte d’assise di Bruxelles, ha rivelato una realtà sconvolgente: Otmane viveva in condizioni di estrema precarietà e ha subito sofferenze indicibili prima di morire.

Ben Youness ha intrapreso questo viaggio senza la moglie e la figlia, determinato a chiedere una giustizia severa per la morte del figlio. Durante le prime udienze, ha appreso con dolore e sgomento le condizioni di vita difficili di Otmane e le atrocità subite, che hanno portato a una morte lenta e dolorosa. "Non pensavo che vivesse in condizioni così drammatiche. Ha sofferto molto", ha confessato il padre, profondamente scosso dal racconto di un’esecuzione di cui ignorava i dettagli più terribili.

Il dramma e il contesto del processo

Il processo riguarda Mohammad Ahmadi, Norddin Mousati e Yassine Hourra, accusati di tortura con conseguente morte senza intenzione di uccidere. Il fatto risale all’11 agosto 2023 nel quartiere di Cureghem ad Anderlecht, ed è legato a un regolamento di conti criminale. Otmane era coinvolto nel mondo della droga e doveva circa 2.700 euro al suo presunto "datore di lavoro", Mohammad Ahmadi.

Durante il processo, i tre imputati si rimpallano le responsabilità, negando di aver inflitto i colpi fatali. La tortura di Otmane è avvenuta in due fasi: la prima in strada, il 10 agosto pomeriggio, quando alcuni testimoni hanno assistito a un pestaggio brutale. Otmane è stato colpito ripetutamente al volto e alle costole, diventando un "pugno da sacco" incapace di difendersi. La prima aggressione si è conclusa quando gli aggressori hanno lasciato il luogo, lasciando Otmane in stato di shock e sanguinante.

La seconda fase si è svolta in un appartamento sulla Chaussée de Mons, lontano dalle telecamere di sorveglianza, che però hanno registrato l’ingresso del gruppo intorno alle 2:15 di notte. Alcune ore dopo, i soccorsi hanno tentato senza successo di rianimare Otmane, che è deceduto al pronto soccorso dell’ospedale Saint-Pierre.

L’autopsia ha rivelato la gravità delle ferite: contusioni craniche causate da una mazza, emorragia interna massiccia, segni di oggetti appuntiti e tracce di legature ai polsi. Gli investigatori hanno inoltre recuperato un video agghiacciante in cui uno degli imputati, esigendo il pagamento del debito, incita il proprio cane a mordere il braccio della vittima, parlando di una "sequestrazione".

Articolo scritto da Redouane Ouassour
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