Perché il carburante in Marocco costa più caro? La verità dietro i prezzi rispetto al Nord Africa
Carburanti in Marocco: perché i prezzi sono più alti rispetto al Nord Africa
Negli ultimi giorni, sui social marocchini è circolata una tabella che confronta i prezzi del gasolio tra diversi Paesi come Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Tunisia, Algeria ed Egitto. A prima vista, il Marocco appare tra i più cari, con un prezzo intorno ai 15 dirham al litro, contro cifre molto più basse in altri Paesi della regione.
Ma questo confronto, così com’è, rischia di essere fuorviante.
Il punto chiave: produzione di petrolio
La differenza principale è semplice: molti dei Paesi citati sono produttori di petrolio. Stati come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Algeria dispongono di grandi riserve e possono quindi mantenere prezzi interni molto bassi, spesso anche grazie a sussidi statali.
Il Marocco, invece, non produce petrolio in quantità significative e dipende quasi totalmente dalle importazioni. Questo significa che il prezzo finale del carburante è direttamente influenzato dal mercato internazionale.
Il ruolo delle raffinerie
Un altro elemento importante riguarda la raffinazione. In passato, il Marocco disponeva della raffineria SAMIR, ma la sua chiusura ha aumentato la dipendenza dall’estero anche per i prodotti raffinati.
Al contrario:
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La Tunisia produce parte del proprio fabbisogno e raffina localmente una quota significativa.
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L’Egitto importa solo una parte limitata.
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Paesi come Arabia Saudita e Algeria sono quasi autosufficienti.
Importazioni: il vero nodo
Il Marocco importa circa il 100% del carburante che utilizza. Altri Paesi della regione importano molto meno:
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Tunisia: circa 50–60%
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Egitto: circa 25–30%
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Emirati Arabi Uniti: circa 5%
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Algeria e Arabia Saudita: quasi zero
Questo spiega perché i prezzi marocchini risultano più elevati: il Paese è esposto a costi di trasporto, raffinazione e variazioni del mercato globale.
Confronto più corretto: con l’Europa
Un confronto più realistico non è con i Paesi produttori, ma con quelli che, come il Marocco, importano energia. In questo caso, i prezzi marocchini risultano simili a quelli europei, con differenze legate soprattutto alla presenza di raffinerie e alle politiche fiscali.
Le strategie del Marocco per il futuro
Per ridurre la dipendenza energetica, il Marocco sta puntando su più fronti:
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Capacità di stoccaggio: nuovi progetti, soprattutto nella regione di Nador, per aumentare le riserve strategiche di carburante.
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Energie rinnovabili: forte investimento in solare ed eolico per ridurre l’uso di combustibili fossili.
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Mobilità elettrica: crescita graduale delle auto elettriche per diminuire la domanda di carburanti tradizionali.
L’obiettivo è ambizioso: ridurre la dipendenza energetica dall’estero (che può arrivare fino al 90–95%) entro il 2035.
Conclusione
Dire che il Marocco ha carburanti “troppo cari” senza considerare il contesto è una semplificazione. La realtà è che il Paese parte da condizioni molto diverse rispetto ai vicini produttori di petrolio.
La vera sfida non è solo abbassare i prezzi oggi, ma costruire un sistema energetico più indipendente e stabile per il futuro.
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