Arabo esami Paesi Bassi studenti marocchini 2026
Un fenomeno in crescita tra gli studenti della diaspora marocchina nei Paesi Bassi
Negli ultimi anni, nei Paesi Bassi, si è registrato un aumento significativo del numero di studenti della diaspora araba, tra cui molti di origine marocchina, che scelgono di sostenere gli esami finali nella lingua araba. Questa scelta strategica si rivela un vero e proprio "jolly" per migliorare le proprie medie scolastiche e alleggerire il carico di materie da studiare, offrendo così una via più agevole per il successo negli esami.
Secondo dati riportati da fonti olandesi, il numero di candidati che si presentano agli esami in arabo è passato da 186 nel 2022 a 401 nel 2026, mentre anche il turco ha visto un incremento simile, da 91 a 338 iscritti. Questo trend riflette un crescente interesse verso le lingue madri, che facilitano la preparazione e permettono agli studenti di ottenere voti più alti.
Strategie scolastiche e difficoltà nell’offerta formativa
L’insegnante Samira Haddad sottolinea come l’arabo attragga naturalmente gli studenti di origine araba, grazie alla familiarità con la lingua che rende più semplice affrontare le prove. Tuttavia, dietro questa scelta si cela una vera e propria tattica scolastica: le ottime valutazioni in arabo possono infatti compensare voti meno brillanti in altre materie o addirittura permettere di escluderne qualcuna dal proprio percorso di studi.
Un esempio emblematico è quello di Asma Kadura, una ragazza palestinese di 16 anni, che grazie alla conoscenza dell’arabo appresa in Siria è riuscita a eliminare la biologia dal suo programma scolastico, concentrandosi su materie più in linea con il suo sogno di diventare architetta.
Tuttavia, nonostante l’entusiasmo, l’offerta educativa in arabo fatica a tenere il passo con la domanda. La carenza di insegnanti qualificati e di risorse finanziarie limita l’espansione di questi corsi. Inoltre, alcune scuole mostrano ancora resistenze, spesso dovute a pregiudizi che associano erroneamente l’insegnamento dell’arabo a contenuti religiosi, ignorando che si tratta di una lingua viva e una materia scolastica come le altre.
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