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2026-06-23 08:17 · Viste: 4

Traffico oro valigia diplomatica Marocco 2026

Riassunto veloce
Un tentativo audace di traffico d’oro dal MaroccoA Marsiglia, il capo del noto clan della Castellane, Mohamed Djeha, soprannominato “Mimo” o “Vito Corleone”, ha tentato di organizzare un vasto traffico d’oro partendo dal…
Traffico oro valigia diplomatica Marocco 2026

Un tentativo audace di traffico d’oro dal Marocco

A Marsiglia, il capo del noto clan della Castellane, Mohamed Djeha, soprannominato “Mimo” o “Vito Corleone”, ha tentato di organizzare un vasto traffico d’oro partendo dal Marocco utilizzando una valigia diplomatica. L’obiettivo era sfruttare l’immunità diplomatica per trasferire oro dal Marocco verso la Turchia, aggirando i controlli doganali e finanziari.

Il piano prevedeva la corruzione di un alto funzionario della sicurezza delle Comore, detentore di una valigia diplomatica, offrendo una remunerazione di 15.000 euro per ogni operazione, oltre a coprire le spese di viaggio e soggiorno. Questa strategia è stata scoperta grazie alle indagini della polizia giudiziaria, agevolate dal pirataggio di una messaggistica criptata, che ha rivelato un sistema di riciclaggio internazionale estremamente sofisticato.

Un impero finanziario e una rete di corruzione globale

Il clan di Mohamed Djeha controlla uno dei più grandi punti di spaccio di droga in Francia, il quartiere della Castellane a Marsiglia, con un giro d’affari stimato in oltre 40 milioni di euro all’anno. Tra il 2022 e il 2025, i proventi illeciti accumulati si aggirano intorno ai 140 milioni di euro, rendendo indispensabile la creazione di canali internazionali per il riciclaggio e l’occultamento del denaro.

La valigia diplomatica rappresenta solo la punta dell’iceberg di una corruzione sistemica che coinvolge doganieri, poliziotti, portuali e persino enti pubblici come la sicurezza sociale. Il clan ha dimostrato di poter accedere a informazioni riservate per colpire i rivali e proteggere i propri traffici. Nonostante le prove schiaccianti, Mohamed Djeha rimane latitante alla giustizia francese, detenuto in Algeria ma ancora in grado di dirigere le attività criminali dal carcere.

Le autorità francesi sperano in un’indagine parallela in Algeria per ottenere la sua condanna e interrompere definitivamente il flusso di denaro e la rete criminale che si estende tra Europa, Marocco e oltre.

Impatto per i marocchini in Italia

Questa vicenda mette in luce le sfide legate ai traffici illeciti che coinvolgono anche il Marocco e le sue connessioni internazionali, sottolineando l’importanza di un controllo rigoroso e di una cooperazione tra paesi per contrastare il riciclaggio e la criminalità organizzata che possono influenzare negativamente l’immagine e la sicurezza della comunità marocchina in Italia.

Articolo scritto da Redouane Ouassour
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