Stop catrame ceramiche alimentari Marocco 2026
Il divieto dell’uso del catrame nelle ceramiche alimentari in Marocco
La Segreteria di Stato incaricata dell’Artigianato e dell’Economia Sociale e Solidale in Marocco ha lanciato un appello rivolto agli artigiani del settore della ceramica affinché cessino l’utilizzo del catrame nelle ceramiche destinate all’uso alimentare. Questa decisione nasce a seguito di analisi di laboratorio effettuate su campioni di ceramiche decorate con catrame, che hanno evidenziato la presenza di sostanze chimiche tossiche come alluminio, cobalto e arsenico, elementi dannosi per la salute umana.
La comunicazione ufficiale, inviata alle camere dell’artigianato, sottolinea il rischio sanitario associato all’impiego del catrame in questi prodotti, invitando a promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte sia ai produttori che ai consumatori per evitare l’uso di questa sostanza pericolosa.
Reazioni e iniziative del settore artigianale
Mohamed Haroussi, un professionista attivo nel settore della ceramica, ha dichiarato che gli artigiani non utilizzano abitualmente il catrame, ma rispondono alle richieste specifiche dei clienti. Tuttavia, ha riconosciuto che, una volta confermato il rischio per la salute, è necessario abbandonare definitivamente questa pratica. Ha inoltre sottolineato l’importanza che le autorità organizzino campagne informative per sensibilizzare sia gli artigiani che il pubblico sull’argomento.
Parallelamente, Rashid Khadem, presidente della commissione comunicazione presso la Camera dell’Artigianato della regione Casablanca-Settat, ha evidenziato che la protezione del consumatore è una priorità che coinvolge tutti gli attori del settore. Ha affermato che questa misura mira non solo a tutelare la salute, ma anche a migliorare la qualità delle ceramiche alimentari, in particolare quelle destinate all’esportazione sui mercati internazionali.
La Segreteria di Stato ha inoltre annunciato l’implementazione di un programma di lavoro volto a garantire la disponibilità di prodotti sicuri e conformi agli standard di sicurezza sanitaria sia sul mercato nazionale che internazionale.
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