Patrimonio culturale marocchino e artigianato tradizionale 2026
Un attacco al patrimonio marocchino e un appello per la sua tutela
Il noto attore e artista marocchino Tarik Al-Bukhari ha recentemente acceso i riflettori sulle sfide che minacciano l’identità e il patrimonio culturale marocchino, in particolare la cosiddetta "marocchinità" (tamaghrit). Durante la sua partecipazione al programma "Niqash Hespress", Al-Bukhari ha denunciato con forza le continue e deliberate azioni di appropriazione indebita del patrimonio culturale marocchino da parte di paesi vicini, in particolare la cosiddetta "vicina est". Questi attacchi, secondo l’artista, non sono casuali ma rappresentano un tentativo premeditato di ostacolare il progresso del Marocco, con lo scopo di silenziare le popolazioni locali attraverso il furto delle loro conquiste culturali.
Al-Bukhari ha descritto queste operazioni come il risultato di un fallimento accumulato da parte di questi paesi, che cercano di appropriarsi di abiti tradizionali e altri elementi del patrimonio marocchino, pur avendo una storia recente e poco radicata. L’attore ha inoltre evidenziato come queste potenze spendano ingenti somme per campagne di disinformazione online, utilizzando addirittura indirizzi IP provenienti dall’India per manipolare l’opinione pubblica, invece di investire nelle proprie risorse naturali e nel benessere dei propri cittadini.
Critiche interne e proposte per rilanciare l’artigianato e la cultura marocchina
Non limitandosi a criticare le minacce esterne, Tarik Al-Bukhari ha rivolto un severo monito anche alle politiche interne marocchine. Richiamandosi al proverbio popolare "se la porta non fosse aperta, il ladro non entrerebbe", ha sottolineato la responsabilità locale nel permettere l’ingresso di prodotti contraffatti, come teiere e babbucce di fabbricazione cinese, che danneggiano profondamente l’artigianato tradizionale marocchino.
Inoltre, ha espresso preoccupazione per il disinteresse crescente dei giovani verso le arti manuali tradizionali, preferendo invece guadagni immediati attraverso piattaforme digitali come TikTok. Come esempio virtuoso, ha citato il Giappone, che protegge gelosamente il proprio patrimonio culturale, limitando la vendita di spade katana originali ai soli cittadini giapponesi. Al-Bukhari ha suggerito di adottare politiche simili per salvaguardare le arti e i mestieri marocchini.
Un altro problema evidenziato riguarda il fenomeno dell’attrazione degli artigiani marocchini da parte dell’Algeria, che offre incentivi economici fino a 1500 dirham al giorno, causando una fuga di talenti. L’attore ha però mostrato comprensione per questi artigiani, sottolineando la mancanza di alternative e di sostegno locale. Per questo motivo, ha proposto la creazione di accademie specializzate nell’artigianato tradizionale, con diplomi riconosciuti e supporto diretto da parte dei ministeri del Turismo e dell’Artigianato, oltre a una valorizzazione mediatica che trasformi queste professioni in motivo di orgoglio nazionale.
Infine, Al-Bukhari ha lamentato la scarsa valorizzazione del ricco patrimonio storico marocchino nel cinema e nella produzione drammatica, mentre altri paesi realizzano opere che esaltano glorie fittizie. Ha concluso il suo intervento ribadendo con orgoglio il suo impegno nella difesa dell’identità marocchina, nonostante le critiche e gli attacchi personali, definendo l’amore per la patria e la tutela del patrimonio un onore insuperabile.
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