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2026-07-10 11:32 · Viste: 10

Resistenza Verde e agricoltura a Gaza 2026

Riassunto veloce
La Resistenza Verde e la rinascita agricola a GazaA quasi nove mesi dalla firma della tregua a Gaza, gli agricoltori della Striscia, con il supporto di organizzazioni civili, stanno portando avanti quella che viene defin…
Resistenza Verde e agricoltura a Gaza 2026

La Resistenza Verde e la rinascita agricola a Gaza

A quasi nove mesi dalla firma della tregua a Gaza, gli agricoltori della Striscia, con il supporto di organizzazioni civili, stanno portando avanti quella che viene definita la “Resistenza Verde”. Nonostante la guerra abbia reso coltivabili solo un quarto delle terre agricole, la determinazione della popolazione locale non si è affievolita. Secondo informazioni provenienti dalla Associazione Araba per la Protezione della Natura (APN), da marzo ad oggi sono stati prodotti oltre 11 milioni di chilogrammi di ortaggi e frutta, mentre si prevede la produzione di circa 160 mila pagnotte di pane dal grano coltivato localmente in questa stagione.

La Resistenza Verde non è solo un intervento di emergenza, ma una vera e propria strategia di vita che punta a riabilitare gli ecosistemi, i sistemi agricoli e alimentari nelle zone di conflitto, in particolare in Palestina. In questo contesto, il seme diventa un simbolo di difesa dell’identità e della resilienza della popolazione.

Progetti di riforestazione e sfide ambientali

Razan Zaiter, ingegnere agronomo e presidente dell’APN, ha illustrato i progetti avviati dall’associazione a Gaza dopo il cessate il fuoco del 10 ottobre scorso. Tra questi, un’iniziativa per piantare 30 mila alberi, con particolare attenzione a specie come agrumi e guava, per rispondere alla grande domanda di frutta e verdura e per contrastare la distruzione causata dalla guerra, che ha visto alberi sradicati, bruciati o rubati.

L’obiettivo è rafforzare la presenza degli abitanti sul territorio, riconoscendo il valore strategico degli alberi nel consolidare il legame con la terra. La produzione agricola ha contribuito anche a sostenere le comunità locali, fornendo prodotti ai centri di assistenza e alle famiglie in difficoltà.

Tuttavia, la situazione rimane critica. Un’analisi della FAO e del Centro Satellitare delle Nazioni Unite ha evidenziato che oltre l’81% delle serre agricole di Gaza sono ancora danneggiate e non operative, limitando fortemente la capacità produttiva. Inoltre, alcune terre sono contaminate da sostanze tossiche derivanti dai bombardamenti, rendendo necessari interventi di bonifica come il lavaggio del terreno.

In parallelo, l’APN sta conducendo ricerche scientifiche in collaborazione con l’Università Americana di Beirut per analizzare le sostanze inquinanti, con esperienze simili già applicate in Libano. L’associazione supporta anche progetti di riforestazione in altre aree colpite da conflitti, come il Sud del Libano, dove sono stati piantati 12 mila alberi nonostante le recenti distruzioni.

Impatto per i marocchini in Italia

Questa iniziativa di resilienza e rinascita agricola a Gaza rappresenta un esempio di impegno civile e solidarietà che può ispirare anche la comunità marocchina in Italia, spesso impegnata in attività di sostegno alle popolazioni colpite da conflitti nel Mediterraneo e Medio Oriente.

Articolo scritto da Redouane Ouassour
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