Ministero Giustizia Marocco valuta post avvocati 2026
Analisi dei post degli avvocati sul progetto di legge 66.23
Il Ministro della Giustizia marocchino, Abdellatif Ouahbi, ha annunciato che il ministero sta esaminando attentamente vari post e scritti pubblicati da numerosi avvocati riguardanti il progetto di legge numero 66.23, relativo alla professione forense. Questi contenuti sono oggetto di studio poiché contengono presunte violazioni disciplinari, etiche e persino penali. Ouahbi ha spiegato durante una seduta della Commissione Giustizia, Legislazione e Diritti Umani presso il Consiglio dei Consiglieri che si sta valutando se inviare tali casi alla procura o meno, consultando anche il Primo Ministro. Le violazioni riguardano espressioni che mancano di rispetto verso le istituzioni statali e costituzionali, in base agli articoli 263 e 265 del codice penale marocchino.
Tra gli esempi citati, un giovane avvocato ha suggerito che i colleghi dovrebbero essere sottoposti a procedimento disciplinare per non aver seguito le direttive del decano dell’ordine. Un altro avvocato ha definito i colleghi impegnati nella votazione del progetto di legge con termini fortemente critici come “faraonici della legislazione”, “sottomessi”, “clienti” o addirittura “traditori”. Questi episodi evidenziano tensioni significative all’interno della categoria forense.
Dialogo e controversie sulla legge e la gestione dei fondi
Il Ministro ha inoltre espresso disappunto per le dichiarazioni del presidente dell’Associazione degli Ordini degli Avvocati del Marocco, che ha definito gli avvocati non interessati alla nuova legge, definendo tale atteggiamento come una forma di disobbedienza civile da parte di un’istituzione statale. Ouahbi ha sottolineato l’importanza del dialogo, ricordando le numerose riunioni tenute con i rappresentanti degli avvocati per discutere e approvare emendamenti al testo legislativo, lavorando anche per 48 ore consecutive per raggiungere un accordo.
Un altro tema delicato riguarda la supervisione dei depositi e dei pagamenti degli avvocati da parte della Corte dei Conti. Il Ministro ha rivelato che nel 2025 sono stati versati circa 800 miliardi di centesimi nel fondo dei depositi, con una media annua di circa 700 miliardi negli ultimi 17 anni. Ha espresso preoccupazione riguardo alla destinazione degli interessi generati da questi fondi, sottolineando la necessità di trasparenza e controllo per evitare appropriazioni indebite. Ouahbi ha ricordato che la gestione effettiva dei fondi è affidata ai funzionari e al tesoriere, non ai decani, e che è indispensabile un monitoraggio rigoroso per proteggere i diritti dei cittadini e la reputazione della professione.
Infine, ha chiarito che l’Associazione degli Ordini degli Avvocati, regolata da una legge del 1958, non può intervenire in ambito politico o legislativo, e che un eventuale superamento di questi limiti potrebbe portare a sanzioni da parte del Ministero dell’Interno.
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