Protezione risorsa ittica Marocco ricerca 2026
Un settore strategico per l'economia marocchina
Il Marocco dispone di una ricca risorsa ittica che rappresenta un importante volano economico e sociale per il paese. Secondo quanto riportato da Hespress, Zakiya Driouch, Sottosegretaria presso il Ministero dell'Agricoltura, della Pesca Marittima e dello Sviluppo Rurale, ha sottolineato come la protezione di questa risorsa nazionale sia una priorità strategica per il governo marocchino. La roadmap 2025-2027 definisce un percorso innovativo per rafforzare e consolidare i principi di sostenibilità nella gestione della pesca.
Il settore della pesca marittima in Marocco registra una produzione superiore a 1,2 milioni di tonnellate di prodotti marini, con un valore che si aggira intorno ai 15 miliardi di dirham, in crescita rispetto all'anno precedente. Le esportazioni raggiungono i 27 miliardi di dirham, mentre gli investimenti privati nel periodo 2021-2025 ammontano a circa 5 miliardi di dirham, generando oltre 271 mila posti di lavoro diretti.
Tre assi principali per la tutela e lo sviluppo sostenibile
La strategia del Ministero si articola su tre pilastri fondamentali. Il primo riguarda il potenziamento della ricerca scientifica, con un finanziamento di 500 milioni di dirham destinato a sviluppare la flotta di ricerca scientifica. Il secondo asse prevede il rafforzamento dei piani di gestione, che superano i 30 progetti, con l'adozione del principio di zonizzazione per regolare l'attività delle imbarcazioni, controllare gli sforzi di pesca e stabilizzare le flotte in aree specifiche.
Il terzo pilastro si concentra sull'innovazione nelle tecnologie di monitoraggio, tramite l'implementazione di applicazioni informatiche avanzate e l'aggiornamento delle apparecchiature di sorveglianza delle imbarcazioni. Queste misure consentono un controllo più efficace e tempestivo delle attività di pesca, contribuendo a prevenire lo sfruttamento eccessivo delle risorse.
Inoltre, la Sottosegretaria ha evidenziato la buona disponibilità di sardine nei porti di Laayoune, Tan-Tan e Tarfaya, con scarichi giornalieri che superano le 5.000 tonnellate. Questa abbondanza ha portato talvolta alla sospensione temporanea della pesca per permettere alle infrastrutture portuali di gestire i volumi elevati. Il successo è attribuito agli sforzi dinamici e alle misure adottate, come le pause biologiche e la chiusura di alcune zone, per adattarsi con precisione ai cambiamenti climatici.
Per quanto riguarda la pesca tradizionale, i dati del 2025 indicano scarichi per 102 mila tonnellate, con un valore superiore a 3 miliardi di dirham. Il reddito medio annuo delle imbarcazioni attive, circa 17 mila, è passato da 68 mila dirham nel 2010 a 210 mila dirham nel 2025, garantendo così il sostentamento a più di 52 mila pescatori.
Impegno dello Stato per la sostenibilità e il benessere
Lo Stato marocchino sostiene il settore attraverso la pianificazione delle aree di pesca e delle riserve marine, lo sviluppo delle infrastrutture di accoglienza e commercializzazione, nonché il rafforzamento della sicurezza e della protezione sociale per gli operatori del settore. Queste iniziative mirano a garantire un equilibrio tra sviluppo economico e conservazione delle risorse marine per le generazioni future.
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