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2026-06-22 21:02 · Viste: 4

Hassan II e il trasferimento di Abdelkrim El Hadrioui nel 1996

Riassunto veloce
Un trasferimento deciso dalla coronaAbdelkrim El Hadrioui, ex giocatore dell'AS FAR e della nazionale marocchina, ha recentemente rivelato un episodio significativo della sua carriera calcistica: il suo trasferimento in…
Hassan II e il trasferimento di Abdelkrim El Hadrioui nel 1996

Un trasferimento deciso dalla corona

Abdelkrim El Hadrioui, ex giocatore dell'AS FAR e della nazionale marocchina, ha recentemente rivelato un episodio significativo della sua carriera calcistica: il suo trasferimento in Europa, che fu direttamente deciso dall'allora re Hassan II. Prima di approdare al Benfica nel 1996, El Hadrioui era stato contattato da diversi club europei, tra cui il Barcellona di Johan Cruyff nel 1992 e il Feyenoord dopo la Coppa del Mondo del 1994. Tuttavia, il suo trasferimento era complicato dal contesto dell'epoca, in particolare dal suo status di giocatore dell'AS FAR, club militare marocchino che proibiva l'uso di manager esterni.

Secondo quanto raccontato dallo stesso El Hadrioui, fu proprio Hassan II a scegliere il club portoghese Benfica come destinazione definitiva. "Sa Maestà, che Dio abbia la sua anima, è stato lui a decidere per me", ha dichiarato l'ex calciatore, sottolineando che la decisione reale era definitiva e non lasciava spazio a discussioni: "Tu non hai niente da dire, è così. Ti ha detto che devi andare, e basta".

Il legame tra Hassan II, l'AS FAR e il calcio marocchino

La scelta di Benfica non fu casuale; infatti, l'AS FAR aveva forti legami con il calcio portoghese, in particolare grazie alla presenza dell'allenatore Mário Wilson. Questo legame facilitò il trasferimento e rappresentò un ponte tra il calcio marocchino e quello europeo.

El Hadrioui ha inoltre descritto Hassan II come un sovrano molto attento e coinvolto nel mondo del calcio nazionale. Il re seguiva da vicino le vicende della nazionale e dell'AS FAR, club da lui stesso fondato e considerato come la sua squadra. Spesso chiamava personalmente i giocatori prima delle partite per incoraggiarli e motivarli, dimostrando un legame profondo e personale con il calcio marocchino.

Articolo scritto da Redouane Ouassour
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