Tomate marocchina in Francia restrizioni 2026
Accordo senza restrizioni tra produttori francesi e marocchini
Nonostante un anno di negoziati, i produttori francesi di pomodori non sono riusciti a ottenere alcuna limitazione sulle quantità di pomodori marocchini importati in Francia. Il recente accordo firmato il 22 aprile durante il Salone dell'Agricoltura di Meknès ha confermato un vero e proprio statu quo, escludendo qualsiasi vincolo relativo alla stagionalità delle spedizioni. Questa situazione rappresenta una battuta d'arresto per le speranze di riequilibrio commerciale avanzate dagli agricoltori francesi.
La richiesta principale dei produttori francesi era una riduzione degli arrivi di pomodori marocchini durante i mesi estivi, per proteggere le proprie coltivazioni nazionali. Tuttavia, il testo finale dell'accordo con l'Associazione dei produttori ed esportatori di frutta e verdura marocchini (Apefel) non prevede alcuna limitazione di questo tipo. Anche l'associazione francese Légumes de France ha dovuto rettificare la propria comunicazione, ammettendo di aver inizialmente annunciato un compromesso inesistente sui calendari di produzione reciproci.
Un dialogo istituzionale senza impegni concreti
L'accordo si limita a stabilire un dialogo continuo tra le due filiere, con particolare attenzione all'adattamento ai cambiamenti climatici. Secondo Sylvestre Bertucelli, direttore generale dell'organizzazione francese, si tratta di una "volontà comune di coordinarsi sui piani tecnici, agronomici e sanitari affinché produttori francesi e marocchini trovino il proprio spazio senza ostacolarsi a vicenda". Tuttavia, l'assenza di misure vincolanti mantiene alta la pressione su un mercato già molto competitivo.
I pomodori marocchini sono disponibili tutto l'anno a prezzi molto competitivi, grazie anche a una manodopera meno costosa rispetto a quella francese. Questo fenomeno è percepito da molti agricoltori francesi come una perdita di sovranità agricola. A inizio aprile, la cooperativa Savéol aveva denunciato una "distorsione della concorrenza" e richiesto una revisione dell'accordo di libero scambio tra i due Paesi. Di fronte a queste tensioni, il sindacato francese che rappresenta l'80% della categoria ha chiesto un intervento politico più deciso per creare un quadro favorevole a future trattative globali.
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