Truffa contratti lavoro Belgio falsi Tangeri 2026
Indagini a Tangeri su una rete internazionale di truffa
Le autorità di Tangeri hanno intensificato le indagini su una rete internazionale accusata di truffare decine di persone desiderose di migrare in Belgio, offrendo falsi contratti di lavoro. L'operazione è partita da un ufficio di servizi per l'immigrazione e i viaggi nella città di Tangeri e ha coinvolto la polizia giudiziaria locale, su ordine del procuratore generale presso la corte d'appello di Tangeri.
Secondo informazioni provenienti da Hespress, le vittime hanno presentato numerose denunce, ancora in corso di raccolta, per frode organizzata. La rete sospettata operava tra Marocco, Belgio e Inghilterra, attirando le vittime tramite annunci sui social network, promettendo contratti di lavoro all'estero in cambio di somme di denaro che potevano arrivare fino a 120.000 dirham per contratto.
Modalità della truffa e conseguenze per le vittime
I truffatori utilizzavano video promozionali per convincere le vittime della legittimità dei loro servizi, mostrando presunti successi di clienti già trasferiti all'estero. Le vittime erano invitate a versare un primo acconto tra 30.000 e 40.000 dirham, con ricevute e contratti che descrivevano il tipo di lavoro, la retribuzione e la durata del servizio.
Dopo alcune settimane, veniva richiesto un secondo pagamento di 30.000 dirham per una presunta registrazione su una piattaforma informatica belga chiamata "BelgianID Pro", con la consegna di un certificato di registrazione. Infine, venivano forniti contratti di lavoro finali, che però contenevano dati falsi o errati riguardanti l'identità e le qualifiche delle vittime.
Quando le vittime hanno presentato questi documenti alle autorità consolari belghe, è emerso che le pratiche erano state inviate all'ufficio stranieri belga, suscitando sospetti sulla veridicità dell'intera operazione. I responsabili dell'azienda che avrebbe dovuto emettere i contratti hanno dichiarato di aver ricevuto solo una parte dei pagamenti e che molti contratti erano falsi, con appuntamenti consolari annullati e documenti non riconosciuti.
Alla scoperta della truffa, l'ufficio di mediazione ha chiuso a Tangeri e i responsabili sono fuggiti, con il principale gestore che ha lasciato il Marocco per il Belgio e successivamente per l'Inghilterra. Le vittime hanno presentato denunce per truffa, abuso di fiducia, falsificazione e uso di documenti falsi, chiedendo l'apertura di indagini e il risarcimento dei danni materiali e morali subiti.
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