Piani urbanistici Marocco rallentamenti legali 2026
Ritardi nei piani urbanistici: cause e strategie ministeriali
Il settore dell'urbanistica in Marocco sta vivendo un rallentamento significativo nell'approvazione e nell'implementazione dei piani di sviluppo territoriale. La ministra dell'Urbanistica, Fatima Zahra Mansouri, ha riconosciuto in un recente intervento al Parlamento marocchino la lentezza dei processi legali e amministrativi che ostacolano l'uscita tempestiva dei documenti urbanistici. Secondo quanto riportato da Hespress, la ministra ha illustrato una strategia articolata in due livelli per affrontare queste criticità: da un lato, l'accelerazione dell'emissione dei documenti urbanistici, con circa 444 nuovi piani approvati durante l'attuale mandato governativo, che hanno portato la copertura territoriale a circa il 90% del territorio nazionale; dall'altro, la revisione della normativa vigente, con un progetto di legge in collaborazione con il Ministero dell'Interno volto a stabilire scadenze precise per la preparazione, lo studio e l'approvazione dei piani, oltre a introdurre meccanismi di arbitrato per risolvere le controversie e superare i blocchi amministrativi.
Il caso di Chefchaouen: un esempio di difficoltà e soluzioni in campo
Un esempio emblematico delle difficoltà nel settore urbanistico è rappresentato dalla città di Chefchaouen e dalle sue comunità limitrofe. La ministra Mansouri ha sottolineato che il piano urbanistico di Chefchaouen risale al 2012, mentre il piano per il centro storico è stato approvato nel 2014, e il quadro direttivo generale risale addirittura al 1998. La revisione del piano è stata rallentata da problemi contrattuali con uno studio incaricato, che ha portato alla rescissione del contratto. Attualmente, l'Agenzia Urbana di Tétouan sta lavorando contemporaneamente alla revisione del piano di Chefchaouen e alla preparazione del piano direttivo territoriale per garantire coerenza e integrazione tra le strategie di sviluppo locale e regionale.
Inoltre, la gestione razionale del territorio tiene conto delle sfide ambientali e climatiche, con l'aggiornamento delle mappe di vulnerabilità urbanistica dopo le recenti inondazioni, per tutelare vite e proprietà e promuovere uno sviluppo urbano resiliente e sostenibile.
Interventi per il mondo rurale e la qualità urbana
La ministra ha evidenziato anche l'attenzione rivolta al mondo rurale, con semplificazioni nelle procedure per il rilascio di permessi di costruzione e programmi strategici per lo sviluppo delle aree emergenti, con l'obiettivo di ridurre la migrazione verso le città e favorire la stabilizzazione della popolazione nei propri territori. Sul fronte urbano, si prosegue nel rinnovamento delle normative e nelle azioni per migliorare la qualità degli insediamenti, con particolare riguardo alle aree carenti di infrastrutture e servizi essenziali, e alla distribuzione equilibrata dei progetti abitativi per rispondere alle esigenze delle fasce più vulnerabili e medie della popolazione.
Infine, il programma nazionale per l'eliminazione delle baraccopoli continua a mobilitare risorse e partnership istituzionali per garantire abitazioni dignitose e accessibili, riconosciute come diritto costituzionale fondamentale.
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