Sviluppo territoriale integrato Marocco 2026
Introduzione
Una nuova ricerca condotta dal professor Zakaria Aknouch, docente di antropologia politica presso l'Università Moulay Ismail di Meknes, propone un'analisi approfondita dello sviluppo territoriale integrato in Marocco. Lo studio collega le trasformazioni delle teorie moderne dello sviluppo con le grandi linee guida del modello marocchino, ponendo l'accento sul passaggio da una gestione settoriale tradizionale a una governance territoriale più flessibile e integrata.
Governance territoriale e superamento delle divisioni settoriali
Secondo quanto riportato da Hespress, la ricerca evidenzia come una delle principali criticità che ostacolano lo sviluppo territoriale in Marocco sia la persistenza di approcci settoriali isolati. I vari enti governativi e istituzioni pubbliche operano spesso con programmi indipendenti, budget separati e agende non coordinate, causando sprechi di risorse, rallentamenti nei progetti e una riduzione dell'attrattività territoriale per gli investitori.
Per superare queste difficoltà, lo studio suggerisce un passaggio da una governance reattiva e frammentata a un modello proattivo basato su coordinamento, integrazione e contrattazione tra attori territoriali e istituzionali. Fondamentale è l'attuazione concreta del decentramento amministrativo, con il trasferimento di poteri decisionali e risorse alle regioni e province, per adattare le politiche pubbliche alle specificità locali.
La filosofia della regionalizzazione avanzata mira a trasformare le regioni in spazi reali di decisione e sviluppo, attraverso un chiaro contratto tra Stato, territori e attori locali, garantendo così coerenza ed efficacia nelle politiche di sviluppo.
Innovazione, finanziamenti e infrastrutture per uno sviluppo sostenibile
Un altro aspetto cruciale sottolineato dalla ricerca è l'importanza dell'intelligenza territoriale, che utilizza dati avanzati, intelligenza artificiale e sistemi informativi geografici per monitorare e anticipare le trasformazioni economiche, sociali e climatiche. Questo approccio consente di prevedere crisi come stress idrico o cambiamenti demografici e di individuare opportunità di investimento più efficaci.
La sostenibilità finanziaria delle strategie territoriali è un tema centrale: il finanziamento pubblico tradizionale non è più sufficiente per sostenere le crescenti esigenze di infrastrutture e progetti strutturali. La ricerca propone quindi un'innovativa ingegneria finanziaria che diversifichi le fonti di finanziamento, includendo obbligazioni verdi, fondi di investimento territoriali, finanziamenti partecipativi e partenariati pubblico-privati.
Inoltre, l'esperienza del Fondo Mohammed VI per gli Investimenti viene indicata come leva per mobilitare capitali privati nazionali e internazionali, aumentando così la capacità di attrarre investimenti e realizzare grandi progetti territoriali.
Infine, lo studio evidenzia il ruolo strategico delle infrastrutture e della logistica, citando esempi concreti come i porti di Tangeri Med e Dakhla Atlantique e le reti di trasporto ad alta velocità. Questi investimenti infrastrutturali sono fondamentali per integrare i territori nelle catene produttive e commerciali, favorendo la crescita economica.
Non meno importante è il capitale umano: la formazione e la qualificazione delle risorse umane sono indispensabili per il successo delle strategie di sviluppo territoriale. Il modello delle città delle professioni e delle competenze, ispirato all'esperienza tedesca del sistema duale di formazione professionale, rappresenta un esempio virtuoso per colmare il divario tra formazione e mercato del lavoro.
Impatto per i marocchini in Italia
Per la comunità marocchina in Italia, queste strategie di sviluppo territoriale rappresentano un'opportunità di rafforzamento delle connessioni con il Paese d'origine, favorendo investimenti mirati e collaborazioni economiche. La valorizzazione delle competenze e l'innovazione nella governance territoriale possono inoltre facilitare progetti di cooperazione e scambi culturali tra Marocco e Italia.
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