Strade rurali Marocco controllo abusi elettorali 2026
Controlli approfonditi sulle strade rurali in Marocco
Le autorità marocchine hanno annunciato un piano di controlli approfonditi sul programma di riduzione delle disparità territoriali e sociali, con particolare attenzione alla costruzione e riqualificazione delle strade rurali. L’obiettivo è valutare l’efficacia della spesa di miliardi di dirham stanziati dai consigli regionali, in particolare nelle regioni di Casablanca-Settat e Rabat-Salé-Kénitra, dove sono emersi sospetti di possibili utilizzi elettorali di alcuni progetti.
Secondo informazioni provenienti da Hespress, la verifica riguarderà i progetti gestiti dai consigli regionali tramite le agenzie regionali per l’esecuzione dei progetti, con l’intento di accertare la correttezza nell’assegnazione e nell’impiego dei fondi pubblici. Le autorità intendono evitare che gli investimenti pubblici vengano strumentalizzati per scopi elettorali in vista delle prossime elezioni legislative.
Dettagli e contesto del programma di infrastrutture rurali
Il programma ha già consentito di collegare oltre 17 milioni di persone, attraverso la costruzione e la riqualificazione di circa 26.000 chilometri di strade rurali, coprendo più di 12.000 comunità territoriali. Tuttavia, alcune analisi hanno evidenziato squilibri nella distribuzione degli investimenti, con alcune aree più vulnerabili ancora in ritardo nel superamento dell’isolamento geografico.
Le verifiche inizieranno dalla regione di Casablanca-Settat, dove il consiglio regionale ha recentemente approvato un nuovo programma per la realizzazione di oltre 1.130 chilometri di strade rurali, con un budget di circa un miliardo di dirham a beneficio di 78 comunità. Il ministro dell’Interno Abdelouafi Laftit ha risposto alle accuse di politicizzazione di questi progetti, sottolineando che la selezione delle strade si basa esclusivamente su criteri di necessità e non su logiche politiche.
Le ispezioni riguarderanno anche i contributi finanziari dei 12 consigli regionali e i relativi accordi di partenariato, al fine di monitorare eventuali anomalie nella destinazione dei fondi, soprattutto per evitare favoritismi verso determinate comunità a discapito di altre più bisognose.
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