Polisario e Zimbabwe crisi diplomatica Sahara 2026
Un tentativo di rompere l'isolamento diplomatico
Nel contesto della crescente spinta verso una soluzione definitiva del conflitto del Sahara Occidentale, la Polisario, movimento indipendentista del Sahara, tenta di contrastare il proprio isolamento diplomatico cercando sostegno in paesi che ancora si rifanno a vecchie alleanze della Guerra Fredda. Recentemente, il presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, ha ricevuto un inviato della Polisario, ribadendo il «sostegno assoluto e incondizionato» del suo paese alla causa saharawi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa saharawi.
Questa mossa arriva in un momento in cui l'iniziativa marocchina per l'autonomia del Sahara sta ricevendo sempre più consensi a livello africano e internazionale, mettendo in difficoltà la Polisario e i suoi sostenitori. Gli esperti sottolineano come i mutamenti geopolitici e le nuove priorità del continente africano, orientate allo sviluppo e alla cooperazione economica, rendano sempre meno efficaci i vecchi discorsi ideologici che sostengono la causa separatista.
Le difficoltà dello Zimbabwe e le prospettive future
Secondo Abdel Fattah Fathi, direttore del Centro per gli Studi Strategici sul Sahara e l'Africa, l'attività diplomatica della Polisario ha un impatto limitato e non riesce a superare il confine delle proprie agenzie di stampa. Lo Zimbabwe, definito da Fathi una «nazione marginale» nelle relazioni internazionali, è attualmente alle prese con una profonda crisi politica interna, aggravata da tentativi di modificare la costituzione per rafforzare un regime autoritario, oltre a soffrire di sanzioni europee per corruzione e violazioni dei diritti umani e da una crisi economica con inflazione record.
Jouad Qasmi, ricercatore in relazioni internazionali e diritto internazionale, osserva che la visita della delegazione della Polisario in Zimbabwe non rappresenta un evento strategico rilevante, ma piuttosto un tentativo di mostrare una presenza ancora attiva nonostante l'isolamento crescente. La Polisario è stata esclusa da importanti vertici internazionali e africani, come il recente summit franco-africano, e la sua immagine appare sempre più legata a un passato ideologico superato, mentre il continente punta su sviluppo, sicurezza alimentare, digitalizzazione e transizione energetica.
Qasmi sottolinea come il Marocco abbia adottato una strategia pragmatica basata sulla diplomazia economica e la cooperazione, offrendo tecnologie agricole e investimenti che contrastano efficacemente le retoriche della Polisario. La posizione dello Zimbabwe, così come quella di altri pochi paesi che ancora sostengono la Polisario, è destinata a cambiare nel tempo, poiché la geografia economica e gli interessi di sviluppo prevalgono sulle eredità della Guerra Fredda.
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