Calcio Marocchino modello per Algeria Mondiali 2026
Un Mondiale deludente per l’Algeria e le sue conseguenze
L’eliminazione dell’Algeria agli ottavi di finale della Coppa del Mondo 2026, dopo la sconfitta per 2-0 contro la Svizzera, ha sollevato numerose riflessioni sul futuro del calcio algerino. La prestazione della nazionale, caratterizzata da una vittoria sofferta contro la Giordania, una pesante sconfitta con l’Argentina e un pareggio spettacolare contro l’Austria, ha lasciato più dubbi che certezze. Le critiche si sono concentrate inizialmente sul selezionatore Vladimir Petkovic, ma il malessere sembra andare oltre la figura del tecnico, toccando questioni strutturali e organizzative più profonde.
Il Marocco come modello di riferimento
In questo contesto, il Marocco emerge come un esempio virtuoso e un punto di riferimento per il calcio nordafricano. Secondo quanto riportato da Le Parisien, il successo attuale dei Lions di Atlante è il risultato di un progetto avviato quasi vent’anni fa, con la creazione dell’Accademia Mohammed VI e una progressiva strutturazione della formazione giovanile. Come sottolinea Himed Hamma, allenatore e formatore algerino, il Marocco ha intrapreso la strada giusta già due decenni fa.
La Federazione marocchina ha promosso una riorganizzazione dei club, incentivando una formazione più efficace dei giovani e investendo su staff tecnici qualificati. Inoltre, il Marocco ha valorizzato i talenti binationazionali, aprendo le porte a giocatori con percorsi diversi, in una logica di lungo termine che ha garantito stabilità e continuità. Questo approccio contrasta nettamente con i frequenti cambiamenti dirigenziali e strategici che hanno caratterizzato il calcio algerino negli ultimi anni.
Le sfide dell’Algeria: tra politica, organizzazione e investimenti
Il confronto con il modello marocchino mette in luce le difficoltà algerine, che non sono solo economiche ma anche politiche e organizzative. Nonostante i finanziamenti ai club, spesso sostenuti da grandi gruppi, la gestione delle risorse è messa in discussione, con un’attenzione limitata alla formazione giovanile e una concentrazione degli investimenti sulle squadre senior.
Esperti e addetti ai lavori chiedono una riforma profonda che coinvolga la creazione di centri di formazione moderni, la formazione degli allenatori, poli di eccellenza e campionati giovanili meglio organizzati. Inoltre, la stabilità a livello federale è considerata fondamentale: dal 2021 l’Algeria ha visto diversi cambi di presidente della federazione, con strategie che mutano continuamente, impedendo una crescita organica e duratura. Il Marocco, al contrario, ha costruito un metodo solido e condiviso, che oggi rappresenta il divario più evidente tra i due paesi nel panorama calcistico.
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