Marocco difende giocatori cartellini Mondiale 2026
Il problema disciplinare del Marocco dopo il match con il Canada
Il Marocco è uscito vittorioso dagli ottavi di finale contro il Canada, ma non senza complicazioni disciplinari. Quattro giocatori chiave della squadra – Redouane Halhal, Achraf Hakimi, Azzedine Ounahi e Bilal El Khannouss – hanno ricevuto un cartellino giallo nella prima metà della partita, mettendo a rischio la loro presenza nel prossimo incontro cruciale contro la Francia. Questi ammonimenti rappresentano una minaccia concreta, poiché un ulteriore cartellino giallo nel quarto di finale potrebbe comportare la squalifica per la semifinale, un rischio che la squadra di Mohamed Ouahbi non può permettersi.
La possibile azione della Federazione Marocchina presso la FIFA
Il contesto internazionale offre un precedente interessante. La Federazione francese di calcio sta valutando di presentare un reclamo alla FIFA riguardo al cartellino giallo assegnato a Michael Olise durante la partita contro il Paraguay, ritenendo che le immagini video non giustifichino l’ammonizione. Inoltre, la FIFA ha recentemente sospeso in via provvisoria la squalifica di Folarin Balogun, consentendogli di giocare nonostante un cartellino rosso ricevuto in precedenza con la nazionale degli Stati Uniti.
Questi episodi aprono una porta per la Federazione Reale Marocchina di Calcio (FRMF) per chiedere un riesame dei cartellini gialli più controversi ricevuti dai suoi giocatori. Non si tratta di chiedere un trattamento privilegiato, ma di ottenere una parità di trattamento e una lettura uniforme del regolamento disciplinare. Il Codice disciplinare FIFA prevede infatti la possibilità di annullare ammonizioni che non abbiano portato a espulsioni o sospensioni, soprattutto quando è in gioco l’integrità della competizione e l’uguaglianza di trattamento tra le squadre.
Per procedere, il Marocco dovrebbe presentare un dossier dettagliato comprendente immagini, rallentamenti e contesto delle azioni incriminate, dimostrando le conseguenze sportive di eventuali sanzioni. L’obiettivo non è contestare l’intera direzione arbitrale della partita con il Canada, ma focalizzarsi sui cartellini che potrebbero compromettere la partecipazione dei giocatori chiave nei prossimi incontri.
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