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2026-07-12 21:02 · Viste: 4

Insegnanti marocchini sabato libero e riduzione ore 2026

Riassunto veloce
Proteste degli insegnanti per il diritto al sabato liberoIn Marocco, insegnanti affiliati all'Unione Nazionale dell'Istruzione (UNE) hanno organizzato una manifestazione denominata “l'ultimo respiro” davanti al Ministero…
Insegnanti marocchini sabato libero e riduzione ore 2026

Proteste degli insegnanti per il diritto al sabato libero

In Marocco, insegnanti affiliati all'Unione Nazionale dell'Istruzione (UNE) hanno organizzato una manifestazione denominata “l'ultimo respiro” davanti al Ministero dell'Istruzione Nazionale, dell'Istruzione Primaria e dello Sport per chiedere ufficialmente che il sabato diventi un giorno di riposo per tutto il personale docente. La protesta si inserisce nel contesto di una più ampia mobilitazione che coinvolge i dipendenti del settore educativo, che continuano a firmare i verbali di uscita dal lavoro come forma di dissenso.

Secondo quanto dichiarato da Ezzedine Imami, segretario generale dell'UNE, la richiesta di rendere il sabato un giorno libero è un diritto legale sancito dal decreto n. 2.05.916, che regola le ore lavorative e i giorni festivi in Marocco. Tale decreto stabilisce infatti che i giorni lavorativi per i dipendenti pubblici, compresi quelli delle amministrazioni locali, vanno dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 16:30. L'obbligo di lavorare il sabato, quindi, risulta non conforme alla legge e non giustificato dalla situazione attuale del settore educativo.

Riduzione delle ore di insegnamento e richiesta di equità nei compensi

Oltre alla richiesta del sabato libero, gli insegnanti chiedono anche la riduzione delle ore di insegnamento settimanali a 18 per tutte le categorie di docenti. Attualmente, infatti, la durata settimanale può arrivare fino a 30 ore, ma con l'adozione di orari a turni in alcune scuole, ogni docente arriva a insegnare circa 18 ore settimanali pur coprendo l'intero programma scolastico. Per questo motivo, secondo l'UNE, una riduzione ufficiale delle ore a 18 è giustificata e non richiede modifiche ai programmi scolastici.

Un altro punto centrale della protesta riguarda il pagamento retroattivo di un'indennità integrativa a favore di tutti gli insegnanti esclusi da tale compenso a partire dal 1° gennaio dello scorso anno. Abdul Halim Amin, vice segretario nazionale dell'UNE, ha sottolineato come le categorie della scuola primaria e della scuola secondaria inferiore, che rappresentano la maggioranza degli insegnanti, siano state escluse da questa indennità, nonostante il suo valore modesto di 500 dirham. Questa esclusione crea una discriminazione all'interno del settore educativo, minando la motivazione e la giustizia tra i lavoratori.

Gli insegnanti chiedono quindi un trattamento equo e il rispetto degli impegni assunti dal Ministero nei confronti del personale scolastico, auspicando un dialogo aperto e costruttivo per risolvere queste problematiche. La protesta evidenzia la necessità di riforme nel settore educativo marocchino che tengano conto delle esigenze reali degli insegnanti e garantiscano condizioni di lavoro dignitose e giuste.

Articolo scritto da Amin
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