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2026-06-24 14:07 · Viste: 3

Centri Marocco Mondiale 2026 debolezza tattica

Riassunto veloce
Una dominanza territoriale non ancora convertita in pericoli concretiIl Marocco, noto come i Lions d’Atlante, sta mostrando nel Mondiale 2026 una particolare caratteristica tattica: una forte presenza sulle fasce con num…
Centri Marocco Mondiale 2026 debolezza tattica

Una dominanza territoriale non ancora convertita in pericoli concreti

Il Marocco, noto come i Lions d’Atlante, sta mostrando nel Mondiale 2026 una particolare caratteristica tattica: una forte presenza sulle fasce con numerosi cross e calci d’angolo, ma una scarsa efficacia nel trasformare queste azioni in occasioni da gol. Secondo quanto riportato da dati Opta analizzati dopo le prime due partite contro Brasile ed Scozia, il Marocco ha effettuato complessivamente 25 cross e 7 calci d’angolo, ma ha prodotto soltanto 2 tiri di testa, un dato sorprendentemente basso per una squadra che basa molto del proprio gioco sulle ali e sui traversoni in area.

In particolare, contro il Brasile i Lions hanno tentato 15 cross e ottenuto 2 corner, generando un solo tiro di testa e chiudendo la partita con 14 tiri totali di cui solo 3 in porta. Contro la Scozia, la situazione è stata simile: 10 cross e 5 corner, ma ancora un solo tiro di testa e 12 tiri totali con 2 soli tiri in porta. Questi numeri indicano una difficoltà nel concretizzare la pressione offensiva, nonostante la netta supremazia territoriale e il possesso palla prolungato.

Il ruolo di Achraf Hakimi e la sfida contro Haiti

Una parte significativa dell’attività offensiva marocchina passa per Achraf Hakimi, che si è distinto per la sua vivacità sulla fascia destra. Nella partita contro la Scozia, Hakimi ha effettuato 5 cross e 10 rimesse laterali, mentre contro il Brasile ha portato avanti 4 cross e 8 rimesse laterali, creando 3 situazioni pericolose. Tuttavia, anche il suo contributo non si è ancora tradotto in occasioni chiare e gol.

Questa situazione rappresenta un potenziale punto debole da sfruttare per gli avversari, soprattutto per Haiti, prossimo avversario del Marocco nel torneo. Se la squadra caraibica sceglierà di difendersi con un blocco basso, come spesso accade contro squadre tecnicamente superiori, i Lions d’Atlante rischiano di accumulare possesso e cross senza riuscire a creare pericoli reali in area. La sfida per il Marocco sarà quindi quella di trasformare la pressione e la quantità di palloni messi in mezzo in vere e proprie occasioni da gol.

Prima di affrontare Haiti, resta aperta la domanda se il Marocco riuscirà a migliorare l’efficacia dei propri cross e a superare questa debolezza tattica che finora ha limitato il potenziale offensivo della squadra nel Mondiale 2026.

Articolo scritto da Halima
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