Spagna rafforza difesa Canarie deterrenza Marocco 2026
La Spagna potenzia la sua presenza militare alle Canarie
La Spagna ha deciso di rafforzare la sua presenza militare nell'arcipelago delle Canarie, dispiegando i nuovi caccia Eurofighter sulla base di Gando, a Gran Canaria. Questa mossa strategica rappresenta un chiaro segnale di deterrenza rivolto al Marocco e a qualsiasi attore che possa mettere in discussione la sovranità spagnola in questa regione geostrategica situata nel nord-ovest dell'Africa.
Gli Eurofighter, dotati di elevata manovrabilità, capacità di volo in supercrociere e armamenti a lungo raggio, garantiscono all'aeronautica spagnola una superiorità regionale significativa. La loro presenza contribuisce a consolidare la capacità di difesa del fianco sud della NATO, un aspetto cruciale per la sicurezza europea e mediterranea.
Caratteristiche tecniche e impatto economico del programma Eurofighter
Il vantaggio principale di questo modello risiede nel radar a scansione elettronica E-Scan, che permette di monitorare simultaneamente molteplici bersagli a grande distanza, anche in contesti di guerra elettronica. Il primo esemplare prodotto da Airbus a Getafe è attualmente in fase di verifica e si prepara al volo inaugurale.
Il programma denominato "Halcón", del valore di oltre due miliardi di euro, sostituisce i vecchi F-18 in servizio da venticinque anni. La commessa, approvata alla fine del 2021, prevede la consegna di venti unità, di cui sedici monoposto e quattro biposto, accompagnate da simulatori di volo. Con questa acquisizione, la flotta spagnola raggiungerà un totale di novanta caccia, distribuiti tra le Canarie e le basi militari di Albacete e Morón de la Frontera.
Dal punto di vista economico e politico, il progetto rappresenta un'importante fonte di lavoro e sviluppo industriale. La segretaria di Stato alla Difesa, Amparo Valcarce, ha recentemente sottolineato l'importanza di rispettare le scadenze di consegna e garantire una logistica efficiente. L'assemblaggio degli Eurofighter assicurerà un carico di lavoro consistente per almeno un decennio, preservando oltre 20.000 posti di lavoro in Spagna e coinvolgendo anche partner europei come Germania, Italia e Regno Unito.
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