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2026-07-12 10:12 · Viste: 5

Repressione attivisti Tunisia Sahara marocchina 2026

Riassunto veloce
Pressioni e campagne diffamatorie contro attivisti tunisiniNegli ultimi tempi, le autorità tunisine hanno intensificato le pressioni e le molestie nei confronti di attivisti, sindacalisti e difensori dei diritti umani ch…
Repressione attivisti Tunisia Sahara marocchina 2026

Pressioni e campagne diffamatorie contro attivisti tunisini

Negli ultimi tempi, le autorità tunisine hanno intensificato le pressioni e le molestie nei confronti di attivisti, sindacalisti e difensori dei diritti umani che si oppongono al governo e che sostengono la riapertura delle relazioni con il Marocco o che appoggiano la posizione marocchina sulla questione del Sahara. Secondo informazioni provenienti da fonti tunisine, la repressione dei diritti e delle libertà nel paese è diventata più evidente e severa.

Tra le accuse mosse contro questi attivisti vi è quella di collaborare con entità straniere o di essere agenti al servizio di potenze esterne, con l'obiettivo di zittire le voci critiche. Queste accuse sono state alimentate anche dalle recenti dichiarazioni del presidente tunisino Kais Saied, che ha denunciato l'esistenza di organizzazioni considerate estensioni di forze straniere che violano la sovranità tunisina. Questo clima rappresenta un chiaro segnale della volontà del regime di soffocare il dissenso, specialmente quello che contrasta le sue posizioni su questioni regionali.

Influenze esterne e tensioni diplomatiche

La repressione si inserisce in un contesto di forte influenza di potenze esterne sulla politica tunisina, in particolare dei servizi segreti algerini. Si osserva infatti che blogger, attivisti e rappresentanti sindacali che esprimono sostegno al Marocco e alle sue posizioni vengono sistematicamente presi di mira da campagne di diffamazione orchestrate da pagine legate alle autorità algerine, impegnate a diffondere la loro agenda in Tunisia.

Parallelamente, la crisi diplomatica tra Marocco e Tunisia si è aggravata dopo l'accoglienza da parte tunisina del leader del Fronte Polisario nel 2022, evento che ha segnato un sostanziale allontanamento tunisino dalla posizione marocchina sulla questione del Sahara. Il Marocco ha reagito ritirando il proprio ambasciatore da Tunisi, segno della profonda frattura tra i due paesi.

Secondo Mustafa Al Ayash, coordinatore nazionale dell'Organizzazione marocchina per la cittadinanza e la difesa dell'unità territoriale, le restrizioni e le intimidazioni contro gli attivisti pro-Marocco sono la conseguenza diretta dell'orientamento tunisino a favore della causa separatista sostenuta dall'Algeria. Inoltre, le difficoltà incontrate da cittadini marocchini negli aeroporti tunisini riflettono chiaramente questo atteggiamento negativo persistente nonostante il sostegno internazionale e regionale alla proposta marocchina di autonomia per le regioni meridionali.

Infine, Amnesty International ha denunciato l'intensificarsi della repressione contro le ONG in Tunisia, con sospensioni delle attività e minacce di scioglimento, giustificate con la lotta al finanziamento estero e la tutela degli interessi nazionali. Negli ultimi due anni, le organizzazioni impegnate in diritti umani, migrazione, antirazzismo, monitoraggio elettorale, lotta alla corruzione, libertà di stampa e giustizia sociale sono state particolarmente bersaglio di queste misure.

Articolo scritto da Amin
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