Nordin El Hajjioui estradizione e processo ad Anversa 2026
Il caso di Nordin El Hajjioui: estradizione e accuse
Nordin El Hajjioui, cittadino marocchino di 38 anni, è stato estradato da Dubai in Belgio nel 2024 per affrontare un processo ad Anversa. Era stato condannato in contumacia a dodici anni di reclusione con l’accusa di aver diretto un vasto traffico di droga e di esplosivi che operava nei Paesi Bassi e nella regione del Limburgo. L’uomo, assente al primo processo a causa di problemi di salute legati al diabete, ha sempre negato con forza ogni coinvolgimento nelle attività criminali contestate.
Secondo quanto riportato da Bladi.net, la sua estradizione ha riacceso l’attenzione sul caso, che ha visto la giustizia belga accusare El Hajjioui di essere il capo di un’organizzazione criminale internazionale, con collegamenti tra Emirati Arabi Uniti, Belgio e Paesi Bassi.
La difesa e le contestazioni al processo
Durante l’udienza ad Anversa, Nordin El Hajjioui ha letto una dichiarazione scritta in cui ha definito la sua posizione come completamente estranea alle accuse, paragonando il suo coinvolgimento a quello di Donald Trump con il microstato di Andorra, ovvero inesistente. Si è presentato come un onesto uomo d’affari vittima di false testimonianze e di un processo mediatico ingiusto.
I suoi avvocati, Hans Rieder e Louis De Groote, hanno messo in luce numerose lacune nell’inchiesta, denunciando l’uso di pseudonimi infondati come “Chief” o “nwa” per identificare El Hajjioui. Inoltre, hanno evidenziato come un importante audio registrato in carcere, che avrebbe potuto rivelare l’identità di un vero mandante, sia stato tagliato, contribuendo a un’errata incriminazione.
La difesa aveva preparato un documento di 33 pagine contenente dettagli sui reali attori del presunto network criminale, ma la richiesta di svolgere il processo a porte chiuse per tutelare queste informazioni sensibili è stata respinta dal tribunale, suscitando la protesta dell’imputato e dei suoi legali.
Il contesto giudiziario e le prospettive
La condanna per El Hajjioui era stata emessa in contumacia all’inizio dell’anno nel cosiddetto caso “Bombes et grenades”. Il pubblico ministero ha chiesto il mantenimento della pena di dodici anni di carcere, nonostante le contestazioni della difesa. Il processo ad Anversa rappresenta quindi un momento cruciale per chiarire le responsabilità e verificare la fondatezza delle accuse.
Il caso ha suscitato interesse anche per le implicazioni internazionali, dato che coinvolge più Paesi e la complessa questione dell’estradizione da Dubai, un nodo spesso delicato nelle relazioni tra Europa e Medio Oriente.
Impatto per i marocchini in Italia
La vicenda di Nordin El Hajjioui è seguita con attenzione anche dalla comunità marocchina in Italia, poiché mette in luce le difficoltà legate a processi internazionali e questioni di giustizia che coinvolgono cittadini marocchini all’estero. La difesa dei diritti e la trasparenza giudiziaria restano temi di grande importanza per la diaspora.
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