Mondiale 2026 Svizzera critica arbitraggio eliminazione
La Svizzera accusa l'arbitro dopo l'eliminazione ai quarti
La nazionale svizzera ha espresso un forte malcontento nei confronti delle decisioni arbitrali dopo la sconfitta per 3-1 contro l'Argentina ai tempi supplementari nei quarti di finale della Coppa del Mondo 2026. Al centro della controversia c'è l'espulsione del centravanti Breel Embolo, ritenuta dalla squadra elvetica la svolta decisiva che ha condannato la Svizzera all'eliminazione.
L'episodio controverso è avvenuto nel secondo tempo, quando l'arbitro ha inizialmente ammonito l'argentino Leandro Paredes per un fallo su Embolo. Tuttavia, dopo aver rivisto l'azione con la tecnologia VAR, il direttore di gara ha annullato il cartellino giallo a Paredes e ha invece ammonito Embolo per simulazione, sanzione che ha rappresentato il secondo giallo e quindi il cartellino rosso per l'attaccante svizzero.
Reazioni e dichiarazioni dal campo
Il centrocampista Fabian Rieder ha definito la decisione arbitrale "catastrofica", esprimendo incredulità per il ruolo del VAR in quella situazione: "Non capisco cosa stesse facendo quell'arbitro e perché sia stato chiamato a rivedere una situazione simile. Il VAR non dovrebbe cambiare il corso di una partita in un episodio del genere, l'arbitro deve poter prendere la decisione sul campo".
Il commissario tecnico della Svizzera, Murat Yakin, ha manifestato il suo stupore per la dinamica dell'episodio, sottolineando l'assenza di motivazioni chiare per il primo cartellino giallo a Paredes e per la successiva espulsione di Embolo: "Non capisco come sia stato preso quel provvedimento, alla fine abbiamo perso un giocatore fondamentale".
Yakin ha inoltre difeso Embolo, affermando che il giocatore è profondamente deluso per non aver potuto supportare i compagni fino alla fine: "È ingiusto addossargli la colpa dell'eliminazione, è completamente distrutto".
Il tecnico ha infine riconosciuto la difficoltà imposta dalla Svizzera all'Argentina, campione in carica, evidenziando che anche in inferiorità numerica la squadra ha lottato con determinazione, sperando di arrivare ai calci di rigore: "Anche con dieci uomini abbiamo combattuto duramente e credevamo di poter arrivare ai rigori, perché stavamo guadagnando terreno".
Nonostante la delusione, Yakin ha escluso qualsiasi favoritismo arbitrale verso l'Argentina, ma ha ammesso che la partita è stata influenzata dalla decisione arbitrale: "Abbiamo giocato una partita buona e aperta, ma purtroppo non siamo usciti vincitori. Credo che in questa occasione il calcio non abbia vinto".
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