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2026-04-26 14:48 · Viste: 39

Mondiale 2026: il Marocco tra sogni e realtà dopo l’impresa in Qatar

Riassunto veloce
A meno di 50 giorni dal Mondiale Mancano circa 50 giorni all’inizio della Coppa del Mondo 2026, in programma dall’11 giugno. Sarà un’edizione storica: per la prima volta parteciperanno 48 nazionali, con un numero record…
Mondiale 2026: il Marocco tra sogni e realtà dopo l’impresa in Qatar

A meno di 50 giorni dal Mondiale

Mancano circa 50 giorni all’inizio della Coppa del Mondo 2026, in programma dall’11 giugno. Sarà un’edizione storica: per la prima volta parteciperanno 48 nazionali, con un numero record di squadre arabe, tra cui il Marocco.

Dopo lo storico risultato ottenuto in Qatar, dove i Leoni dell’Atlante hanno raggiunto le semifinali, l’attenzione è ora tutta rivolta alla prossima sfida mondiale.

Nuovo ciclo e cambio in panchina

Il Marocco si presenta a questo appuntamento con importanti cambiamenti. Dopo l’addio di Walid Regragui, la guida tecnica è passata a Mohamed Ouahbi.

Le prime amichevoli hanno mostrato segnali di evoluzione nel gioco, ma è evidente che la squadra si trova in una fase di transizione.

L’obiettivo non è solo il presente, ma anche la costruzione di un progetto a lungo termine, soprattutto in vista del Mondiale 2030, che il Marocco co-organizzerà insieme a Spagna e Portogallo.

Le parole di Jamal Sellami

A fare chiarezza sulle reali ambizioni del Marocco è stato l’allenatore Jamal Sellami, oggi alla guida della nazionale giordana.

Secondo Sellami, il Marocco sta attraversando una fase di ricostruzione:

  • ci sono giocatori di qualità
  • ma manca ancora esperienza in alcuni ruoli
  • il gruppo deve crescere insieme

Il tecnico ha sottolineato che l’obiettivo principale è presentarsi con un volto competitivo, ma ha anche ammesso che raggiungere nuovamente semifinali o finale sarà estremamente difficile.

L’impresa del Qatar: un’eccezione storica

Il percorso del Marocco in Qatar resta un risultato straordinario. La squadra ha superato avversari come Spagna e Portogallo, arrivando fino al quarto posto.

Tuttavia, nella storia del calcio, risultati di questo tipo sono spesso difficili da replicare.

Esempi simili:

  • la Turchia nel 2002 (terzo posto)
  • la Corea del Sud nello stesso torneo
  • la Croazia nel 1998

In molti casi, queste nazionali non sono riuscite a confermarsi allo stesso livello nelle edizioni successive.

Una nuova realtà: il Marocco non è più una sorpresa

Uno degli aspetti più importanti riguarda il cambiamento di percezione.

Nel 2022, il Marocco era una squadra “sorpresa”.
Nel 2026, sarà una squadra studiata e temuta.

Questo significa:

  • meno effetto sorpresa
  • avversari più preparati
  • partite più difficili

Difesa da ricostruire e nuovi equilibri

Un altro punto chiave riguarda la fase difensiva. In Qatar, il Marocco aveva una delle migliori difese del torneo.

Oggi, la situazione è diversa:

  • alcuni leader non sono più presenti
  • altri arrivano da infortuni
  • il sistema difensivo deve essere ricostruito

Questo richiede tempo e lavoro.

Giovani talenti e progetto futuro

Nonostante le difficoltà, il Marocco può contare su una nuova generazione di giocatori promettenti.

Il lavoro di Mohamed Ouahbi punta proprio su questo:

  • integrare giovani talenti
  • costruire un gruppo competitivo
  • preparare il futuro

L’obiettivo dichiarato è arrivare pronti al 2030, quando il Marocco ospiterà parte del Mondiale.

Realismo contro entusiasmo

Dopo l’impresa in Qatar, le aspettative dei tifosi sono altissime. Molti sognano addirittura la vittoria del Mondiale.

Ma il calcio segue regole precise:

  • le grandi potenze restano favorite
  • le sorprese sono rare e difficili da ripetere
  • serve continuità per diventare una “big”

Conclusione

Il Marocco si presenta al Mondiale 2026 con entusiasmo, ma anche con molte incognite.

Ripetere l’impresa di Qatar sarà difficile, ma il vero obiettivo sembra essere un altro: costruire una squadra solida, competitiva e pronta per il futuro.

Il percorso è iniziato. Ora resta da capire fino a dove potrà arrivare.

 

Articolo scritto da Redouane Ouassour
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