Esportazioni turche in Marocco e accordo commerciale 2026
Crescita delle esportazioni turche verso il Marocco e l'Africa
Secondo informazioni provenienti dal Consiglio degli Esportatori Turchi (TIM), le esportazioni della Turchia verso i paesi africani sono aumentate del 12% nei primi sei mesi del 2026, raggiungendo un valore di 11 miliardi di dollari. Tra i paesi africani, il Marocco si conferma come principale destinazione delle merci turche, con un importo di 2,2 miliardi di dollari, seguito da Egitto, Libia, Algeria e Tunisia.
Questa crescita riflette la strategia turca di rafforzare i legami economici e commerciali con l'Africa, attraverso una diplomazia commerciale attiva e una politica di investimenti mirati nei settori delle infrastrutture, energia, salute, agricoltura e edilizia. La Turchia punta a incrementare la presenza delle sue imprese in questi mercati, consolidando così la sua influenza economica nel continente.
Le criticità dell'accordo di libero scambio tra Marocco e Turchia
L'accordo di libero scambio siglato nel 2004 tra Marocco e Turchia ha avuto l'obiettivo di favorire la cooperazione economica e commerciale tra i due paesi. Tuttavia, negli anni successivi si è evidenziato un significativo squilibrio commerciale a favore della Turchia, con un aumento consistente delle importazioni marocchine di prodotti turchi, in particolare nel settore tessile e dell'abbigliamento.
Questa situazione ha generato un deficit commerciale rilevante per il Marocco e ha sollevato preoccupazioni tra gli operatori locali. Anas Ansari, presidente dell'Associazione marocchina delle industrie tessili e dell'abbigliamento (AMITH), ha sottolineato le difficoltà del settore nazionale nel competere con l'industria turca, molto più sviluppata e integrata verticalmente. Mentre la produzione turca copre tutte le fasi, dal tessuto alla confezione, in Marocco la capacità produttiva si limita principalmente alla sola fase di confezionamento.
Di conseguenza, molte merci finite vengono importate dalla Turchia e vendute sul mercato marocchino sfruttando le condizioni favorevoli dell'accordo di libero scambio. Ansari ha evidenziato la necessità di rivedere l'accordo, proponendo l'introduzione di dazi o quote per proteggere la produzione locale e favorire lo sviluppo del settore tessile marocchino, anche attraverso l'importazione di materie prime e tessuti anziché prodotti finiti.
Il diplomatico marocchino a Ankara, Mohamed Ali Lazreq, ha confermato che il volume degli scambi commerciali ha superato i 5 miliardi di dollari, ma ha anche riconosciuto lo squilibrio commerciale e l'esigenza di trovare nuovi strumenti per riequilibrare i rapporti bilaterali.
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