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2026-06-25 11:28 · Viste: 2

Narrazione mediatica pace Gerusalemme Rabat 2026

Riassunto veloce
Un incontro di alto livello a Rabat per celebrare la pace e la culturaIl 22 giugno 2026, a Rabat, si è svolto un dibattito di alto livello organizzato dall'Agenzia Bayt Mal al-Quds al-Sharif in collaborazione con l'Accad…
Narrazione mediatica pace Gerusalemme Rabat 2026

Un incontro di alto livello a Rabat per celebrare la pace e la cultura

Il 22 giugno 2026, a Rabat, si è svolto un dibattito di alto livello organizzato dall'Agenzia Bayt Mal al-Quds al-Sharif in collaborazione con l'Accademia del Regno del Marocco, dedicato al tema "Gerusalemme: un simbolo globale di pace". L'evento si inserisce nel contesto della celebrazione di Rabat come Capitale dei Media Arabi per il 2026 e ha visto la partecipazione di ministri della comunicazione del Marocco e della Palestina, rappresentanti della Lega Araba, dell'Organizzazione della Cooperazione Islamica, esperti accademici e rappresentanti di associazioni professionali.

All'inizio della manifestazione, è stata allestita una mostra fotografica che ha evidenziato il profondo legame tra il Marocco e la città di Gerusalemme, sottolineando la presenza di simboli culturali marocchini nel cuore della città santa. Abdeljalil Lahjomri, segretario permanente dell'Accademia del Regno del Marocco, ha sottolineato come Gerusalemme non sia una città qualunque, ma un crocevia di memoria, sacralità e giustizia. Ha evidenziato la necessità di una nuova narrazione che rispetti la storia della città, protegga la sua sacralità e i suoi abitanti, e che apra all'umanità un percorso che superi la logica della forza a favore di quella del diritto e della dignità condivisa.

La posizione del Marocco e l'importanza di una narrazione globale

Mohamed Mehdi Bensaid, ministro della Gioventù, Cultura e Comunicazione marocchino, ha evidenziato il contesto internazionale delicato in cui si colloca il dibattito, sottolineando l'importanza di promuovere valori umani condivisi e una cultura del dialogo per affrontare conflitti e tensioni. Ha ribadito l'impegno del Marocco nel proteggere lo status legale e storico di Gerusalemme, sostenere la sua identità culturale e la resilienza dei suoi abitanti, e promuovere iniziative volte a costruire una pace giusta e duratura.

Bensaid ha inoltre richiamato l'attenzione sulla necessità di una narrazione globale che valorizzi l'aspetto culturale e civile di Gerusalemme, presentandola come un modello di dialogo tra civiltà, culture e religioni, e non solo come teatro di conflitti. Ha evidenziato come la copertura mediatica internazionale, pur intensa, non sempre sia stata equa e precisa, spesso influenzata da pregiudizi che hanno oscurato le violazioni dei diritti storici dei residenti di Gerusalemme e le azioni volte a modificare il carattere culturale e umano della città.

Il direttore dell'Agenzia Bayt Mal al-Quds al-Sharif, Mohamed Salem Cherkaoui, ha ricordato che l'evento si svolge nel quadro della presidenza marocchina del Comitato di Gerusalemme, sottolineando il ruolo dell'agenzia nella tutela del patrimonio culturale e identitario della città santa e nel supporto diplomatico marocchino alla causa palestinese.

Ahmed Assaf, ministro dell'Informazione palestinese, ha espresso soddisfazione per la possibilità di discutere a Rabat della situazione di Gerusalemme, evidenziando le continue aggressioni israeliane e la necessità di una narrazione araba e globale unificata. Ha denunciato le politiche israeliane volte a limitare l'accesso ai luoghi di culto e a marginalizzare la presenza palestinese, sottolineando che una narrazione condivisa rafforzerà la resilienza dei cittadini di Gerusalemme e della Palestina in generale.

Articolo scritto da Mohamed
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