Pozzi illegali Marocco coinvolgimento funzionari 2026
Indagine su pozzi illegali e funzionari coinvolti
Le autorità centrali del Ministero dell'Interno marocchino stanno per adottare misure disciplinari nei confronti di diversi agenti di pubblica sicurezza, tra cui capi villaggio e funzionari locali, coinvolti nella gestione irregolare di pozzi e perforazioni d'acqua non autorizzate in varie aree del Marocco. L'indagine, basata su rapporti della Direzione Generale dell'Amministrazione Territoriale, ha evidenziato la produzione di documenti falsificati che hanno facilitato la diffusione di pozzi abusivi in zone come Casablanca-Settat, Rabat-Salé-Kenitra e Marrakech-Safi.
Secondo informazioni provenienti da Hespress, le ispezioni si sono basate su dati forniti dalla polizia delle acque, che ha rilevato gravi irregolarità nel controllo degli scavi in diverse comunità territoriali, soprattutto nei pressi di Rabat e Casablanca. È stato riscontrato un divario significativo tra i pozzi autorizzati e le centinaia di siti di scavo illegale, senza alcun supporto legale o segnalazioni ufficiali da parte delle autorità locali coinvolte.
Coinvolgimento e responsabilità delle autorità locali
Dall'analisi incrociata dei dati amministrativi sono emerse le identità di specifici agenti di pubblica sicurezza sospettati di corruzione e complicità con politici influenti e imprenditori che gestiscono piccole imprese specializzate nello scavo e nel noleggio di attrezzature per pozzi. Alcuni di questi funzionari non solo hanno ignorato le violazioni, ma hanno anche ostacolato l'ottenimento di licenze ufficiali da parte di cittadini che rispettano i requisiti di legge.
Le indagini hanno inoltre rivelato manipolazioni intenzionali nei verbali di ispezione redatti in collaborazione con capi villaggio e funzionari di livello superiore, con discrepanze tra i dati ufficiali e quelli rilevati dalla polizia delle acque. In particolare, i consumi registrati dai dispositivi di misurazione dei pozzi non corrispondono all'uso domestico dichiarato, ma indicano un utilizzo per irrigazione e attività industriali, spesso collegato a magazzini e terreni in comproprietà.
Questa situazione ha portato a un richiamo congiunto dei Ministeri dell'Interno e delle Infrastrutture e Acqua, che hanno ordinato la costituzione di commissioni a livello provinciale e regionale per censire tutti i pozzi e le perforazioni, identificando proprietari, condizioni legali, dati tecnici e tipo di utilizzo. Le nuove ispezioni potrebbero portare a sanzioni severe, inclusi licenziamenti e procedimenti giudiziari, dimostrando la volontà del governo marocchino di contrastare la corruzione e tutelare le risorse idriche del paese.
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