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2026-06-25 12:02 · Viste: 3

Transizione verde Marocco settore privato 2026

Riassunto veloce
Un forum internazionale per discutere la transizione verdeSabato scorso a Marrakech si è svolta una sessione scientifica dedicata alle opportunità offerte dalla transizione verde per il settore privato, nell'ambito della…
Transizione verde Marocco settore privato 2026

Un forum internazionale per discutere la transizione verde

Sabato scorso a Marrakech si è svolta una sessione scientifica dedicata alle opportunità offerte dalla transizione verde per il settore privato, nell'ambito della quarta edizione del Forum parlamentare economico di Marrakech per la regione euro-mediterranea e del Golfo. L'evento, organizzato dal Consiglio dei Consiglieri e dall'Assemblea parlamentare del Mediterraneo, ha visto la partecipazione di rappresentanti marocchini, parlamentari di paesi del Mediterraneo, del Golfo e dell'Africa, oltre a esponenti di organizzazioni non governative.

Il tema centrale della sessione è stato l'impatto dei cambiamenti climatici sulla sicurezza alimentare e le strategie di adattamento e mitigazione, con un focus particolare sul ruolo del settore privato nel promuovere uno sviluppo sostenibile e resiliente.

Le opportunità per il settore privato nella transizione verde

Bozkrir Razi, segretario generale del settore per lo sviluppo sostenibile presso il Ministero della Transizione Energetica e dello Sviluppo Sostenibile, ha sottolineato che la transizione verde deve essere vista come una leva fondamentale per ridurre i rischi, inclusi quelli normativi. Ha evidenziato che le imprese che non rispettano le norme ambientali rischiano sanzioni sia a livello nazionale che internazionale, soprattutto in relazione al meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell'Unione Europea.

Al contrario, Razi ha spiegato che la transizione verde rappresenta anche un'importante opportunità di investimento. In particolare, ha citato il Programma nazionale per l'approvvigionamento di acqua potabile e per l'irrigazione 2020-2027, che mira a produrre oltre 1,7 miliardi di metri cubi di acqua desalinizzata all'anno entro il 2030, collegando queste infrastrutture a fonti di energia rinnovabile per garantire autonomia energetica e ridurre i costi.

Il piano marocchino prevede di raggiungere il 52% di capacità energetica rinnovabile nel mix nazionale entro il 2030, un obiettivo che, secondo Razi, invia un segnale chiaro agli investitori e offre una visione definita per il settore privato interessato a investimenti verdi.

Gestione delle risorse idriche e sfide climatiche

Rachid Rajel, capo della pianificazione idrica presso il Ministero delle Attrezzature e dell'Acqua, ha illustrato le difficoltà legate alla gestione delle risorse idriche in Marocco a causa dei cambiamenti climatici. Attualmente, la disponibilità idrica pro capite è di circa 600 metri cubi all'anno, ben al di sotto della soglia di stress idrico fissata a 1000 metri cubi, e si avvicina rapidamente alla soglia di scarsità severa di 500 metri cubi.

Rajel ha evidenziato l'irregolarità delle precipitazioni, con anni di forti piogge alternati a periodi di siccità intensa. Negli ultimi due decenni si è registrato un aumento degli anni con deficit idrico superiore al 20%, una situazione senza precedenti nel paese.

Per far fronte a queste sfide, il Marocco si affida a un monitoraggio climatico accurato basato su oltre 80 anni di dati storici, oltre all'uso di risorse idriche non convenzionali come la desalinizzazione. Attualmente il paese dispone di 17 impianti di desalinizzazione con una capacità annua di circa 410 milioni di metri cubi, con l'obiettivo di arrivare a 1,7 miliardi di metri cubi entro il 2030.

Inoltre, è in corso un programma per il riutilizzo delle acque reflue, che attualmente ammonta a 52 milioni di metri cubi all'anno, principalmente per l'irrigazione di campi da golf e aree verdi. Parallelamente, si sta lavorando per migliorare l'efficienza delle reti di distribuzione dell'acqua potabile, con l'obiettivo di ridurre le perdite dal 78% attuale all'85% entro il 2045.

Articolo scritto da Redouane Ouassour
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