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2026-06-25 11:57 · Viste: 4

Transizione energetica Marocco competitività 2026

Riassunto veloce
Il Marocco nella mappa globale della transizione energeticaSecondo il World Energy Transition Index 2026 pubblicato dal World Economic Forum in collaborazione con Accenture, il Marocco si colloca al 72° posto a livello m…
Transizione energetica Marocco competitività 2026

Il Marocco nella mappa globale della transizione energetica

Secondo il World Energy Transition Index 2026 pubblicato dal World Economic Forum in collaborazione con Accenture, il Marocco si colloca al 72° posto a livello mondiale con un punteggio di 54,5 punti. Questo risultato lo posiziona come sesto paese più competitivo nella regione del Medio Oriente e Nord Africa (MENA), preceduto da Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Tunisia e Giordania. Il rapporto sottolinea il ruolo crescente del Marocco nel panorama energetico regionale, grazie agli sforzi per integrare fonti rinnovabili e migliorare la sicurezza energetica.

A livello globale, i paesi scandinavi dominano la classifica con Svezia, Finlandia e Danimarca rispettivamente al primo, secondo e terzo posto. La Cina guida invece la classifica asiatica, piazzandosi al 14° posto mondiale, seguita da Malaysia, Vietnam, Thailandia e Indonesia.

Le sfide e le prospettive della transizione energetica globale

Il rapporto evidenzia come la transizione energetica a livello mondiale stia affrontando crescenti difficoltà dovute a shock esterni e vincoli strutturali. Solo il 24% dei paesi analizzati ha registrato miglioramenti simultanei in termini di sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e accessibilità economica. Nel 2025, gli investimenti globali nel settore energetico hanno raggiunto circa 3,3 trilioni di dollari, con le energie rinnovabili e nucleari che hanno contribuito al 42% della produzione elettrica mondiale, e una capacità rinnovabile aumentata di circa 800 gigawatt.

Tuttavia, il rapporto sottolinea come la concentrazione degli investimenti e la carenza di finanziamenti nelle economie emergenti rallentino il progresso. Restrizioni commerciali e controlli sulle esportazioni, che coinvolgono oltre la metà dei metalli critici per la transizione, insieme a un calo nel finanziamento, regolamentazione e innovazione, indicano un deterioramento della preparazione globale alla transizione energetica.

Eventi geopolitici, come le tensioni nello Stretto di Hormuz, hanno provocato shock nei prezzi dell’energia, mettendo sotto pressione i paesi emergenti importatori, costretti a bilanciare accesso, costi e investimenti energetici. Il settore finanziario ha registrato il maggior calo, con il 75% degli investimenti in energia pulita concentrati in poche economie, mentre i paesi che guideranno la domanda futura di elettricità affrontano costi di finanziamento da due a tre volte superiori.

Il rapporto conclude sottolineando che, nonostante la crescita delle energie pulite, le emissioni di CO2 restano stabili e le emissioni totali di gas serra hanno raggiunto un nuovo record, evidenziando la necessità di politiche stabili, regolamentazioni affidabili e infrastrutture adeguate per accelerare la transizione.

Articolo scritto da Mohamed
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