Traffico droga Marocco Francia condanne Bayonne 2026
Un'importante operazione contro il traffico di droga tra Marocco, Spagna e Francia
Il tribunale di Bayonne ha emesso condanne nei confronti di otto persone coinvolte in un vasto traffico di sostanze stupefacenti che collegava Marocco, Spagna e Francia. L'inchiesta, condotta tra il 2023 e il 2024 dall'Ufficio Antistupefacenti di Bayonne, ha permesso di smantellare un'organizzazione criminale che importava e distribuiva cocaina e cannabis nel sud-ovest della Francia, in particolare nelle Landes e nella regione di Bordeaux.
Durante il processo, i sospettati hanno cercato di minimizzare il loro coinvolgimento con giustificazioni improbabili, come uno che sosteneva di trasportare "pomodori" o un altro che paragonava i guadagni al "profitto dei calciatori". Solo un ex militare di 30 anni ha ammesso le proprie responsabilità, nonostante la scoperta di 180.000 euro nascosti nel suo giardino.
Dettagli delle indagini e condanne
Le indagini hanno utilizzato tecnologie avanzate come la geolocalizzazione e intercettazioni telefoniche per monitorare circa trenta convogli di droga. Gli incontri per l'organizzazione del traffico si svolgevano spesso in parcheggi di centri commerciali nei Paesi Baschi. La rete criminale si basava su una logistica ben strutturata: due fratelli marocchini di 37 e 48 anni, residenti in Spagna, gestivano l'importazione e garantivano la sicurezza dei trasporti con un'auto apripista. Sono stati arrestati in Catalogna in possesso di 100 chili di droga.
Il principale organizzatore, un uomo di 34 anni originario di Dax, è stato condannato a sei anni e mezzo di reclusione e mantenuto in custodia cautelare. Altri imputati hanno ricevuto pene variabili da un anno con misure alternative fino a diversi anni di carcere. Quattro soggetti stranieri sono stati inoltre colpiti da ordini di espulsione con divieto di rientro in Francia per dieci anni. Un meccanico coinvolto è stato assolto. La procura aveva richiesto pene fino a sette anni di reclusione per i principali responsabili, rigettando la tesi della difesa che minimizzava l'organizzazione come piccoli traffici individuali.
Noistranieri




