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2026-07-10 19:01 · Viste: 6

Riforma professione forense Marocco 2026

Riassunto veloce
Un dibattito acceso ma costruttivo sulla legge 66.23Il Parlamento marocchino, composto da due camere, ha recentemente affrontato un acceso dibattito riguardante il progetto di legge n. 66.23, che riguarda l'organizzazion…
Riforma professione forense Marocco 2026

Un dibattito acceso ma costruttivo sulla legge 66.23

Il Parlamento marocchino, composto da due camere, ha recentemente affrontato un acceso dibattito riguardante il progetto di legge n. 66.23, che riguarda l'organizzazione della professione forense. Durante la seduta della Commissione Giustizia, Legislazione e Diritti Umani della Camera dei Consiglieri, alcuni membri hanno risposto con calma alle critiche mosse da colleghi deputati, che avevano messo in discussione la loro competenza e conoscenza del testo legislativo.

Mustafa Dahmani, membro del gruppo del Rassemblement National des Indépendants (RNI) alla Camera dei Consiglieri, ha sottolineato l'unità del Parlamento marocchino, evidenziando come le due camere non debbano essere in conflitto, ma lavorare in modo complementare nel rispetto della Costituzione. Dahmani ha inoltre evidenziato il ruolo costruttivo svolto dalla Camera dei Consiglieri nell’esame di leggi strutturali legate al sistema giudiziario, con contributi fondamentali e proposte che hanno arricchito il percorso riformatore.

Critiche e risposte sulle modifiche alla legge forense

Il progetto di legge sulla professione forense ha suscitato emozioni e pressioni particolari, come ha spiegato lo stesso Dahmani, che ha evidenziato la responsabilità e la delicatezza del tema, considerata la rilevanza delle modifiche proposte. Mohammed Ben Fkih, membro del gruppo "Al Hamama" alla Camera dei Consiglieri, ha espresso disappunto per le dichiarazioni di un deputato-avvocato che negava ai consiglieri il diritto di proporre emendamenti, accusandoli di non conoscere la realtà pratica della professione.

Ben Fkih ha inoltre difeso la riforma, ricordando che le modifiche agli articoli 78 e 98, frutto di un lungo e approfondito dibattito, mirano a rafforzare l'indipendenza e la responsabilità della professione forense. Ha anche criticato la ripetizione di oltre 50 incontri tra l’Associazione degli Ordini degli Avvocati e il Ministero della Giustizia, senza raggiungere un accordo, chiedendosi il senso di tali incontri continuativi senza risultati concreti.

Altri consiglieri, come Khalid Satti dell’Unione Nazionale del Lavoro del Marocco, hanno sottolineato che le modifiche approvate, sebbene oggetto di critiche, sono frutto di un lavoro serio e rispettoso, e hanno respinto toni offensivi e personali nel dibattito. In particolare, la nuova disposizione che sottopone i conti fiduciari degli avvocati al controllo della Corte dei Conti è stata definita necessaria e legittima, nonostante alcune contestazioni sulla sua costituzionalità o sul presunto impatto sull’indipendenza della professione.

Infine, Lahcen Nazhi, presidente del gruppo della Confederazione Democratica del Lavoro alla Camera dei Consiglieri, ha ricordato l’impegno profuso dalla Commissione nella revisione del testo, con circa 166 emendamenti proposti. Ha evidenziato la necessità di valutare se la versione finale del progetto rispetti la filosofia condivisa e risponda alle osservazioni avanzate durante l’iter legislativo. Nazhi ha anche sollevato preoccupazioni riguardo all’obbligo del titolo di master per accedere al concorso di ammissione alla professione, che potrebbe aumentare la disoccupazione tra i laureati con solo la licenza, aggravata dalle difficoltà nell’ottenere tale titolo.

Il progetto di legge n. 66.23 è stato infine approvato dalla Commissione Giustizia della Camera dei Consiglieri con maggioranza, mantenendo la versione trasmessa dalla Camera dei Deputati.

Articolo scritto da Amin
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